mercoledì 18 settembre 2019

Vittorio Solimene: “Urlo piano” [Auand, 2019]

A incrementare la “piano series” del catalogo Auand arriva “Urlo piano”, l’album che Vittorio Solimene – all’esordio nel ruolo di leader - firma in trio con Francesco Ponticelli al contrabbasso e Riccardo Gambatesa alla batteria. Classico assetto dunque, per un lavoro che il giovane pianista – già apprezzato in altri scenari all’organo Hammond - decide di aprire con la rilettura di El Gaucho di Wayne Shorter, brano che insieme a Quiet Now di Denny Zeitlin si inserisce in una serie di originali. Nell’insieme si ascolta un orizzonte sonoro caratterizzato da melodie cantabili e temi costruiti attorno al pianismo di Solimene, sempre ricco di spunti creativi e che non conosce “vuoti” espressivi.

martedì 17 settembre 2019

Doctor 3: “Canto libero” [Via Veneto Jazz / Jando Music, 2019]

A distanza di cinque anni dal precedente album omonimo, i Doctor 3 tornano in sala di registrazione per incidere “Canto libero”, un lavoro completamente dedicato alla rivisitazione del repertorio firmato da Lucio Battisti e Mogol. Dieci brani, ai quali si aggiungono tre brevi parentesi di improvvisazione, nei quali Danilo Rea (pianoforte), Enzo Pietropaoli (contrabbasso) e Fabrizio Sferra (batteria) solcano le coordinate melodiche dei temi proposti senza stravolgerne l’essenza estetica, rendendole immediatamente riconoscibili e aggiungendo, con estrema misura, dei soggetti personali. L’album si rivela compatto ed emana un’equilibrata godibilità d’insieme.

lunedì 16 settembre 2019

Rosario Bonaccorso Quartet feat. Stefano Di Battista: “A New Home” [Via Veneto Jazz / Jando Music, 2019]

«La musica di questo nuovo cd rappresenta un omaggio alla vita, questo grande regalo che ci viene offerto di vivere […]». Con queste parole di profonda riflessione il contrabbassista e compositore Rosario Bonaccorso introduce l’album “A New Home”, che realizza con una line up di formidabile levatura espressiva, e tecnica, completata da Stefano Di Battista, alto e soprano, Fulvio Sigurtà, tromba e flicorno, Enrico Zanisi, pianoforte, e Alessandro Paternesi, batteria. In scaletta il leader propone undici suoi originali segnati da una spiccata cantabilità melodica, affidata spesso alle voci soliste di Sigurtà e Di Battista, e dal coinvolgente interplay tra gli interpreti, misurato o torrenzialie a seconda dello scenario tematico. 

venerdì 13 settembre 2019

Gabriele Mirabassi - Enrico Zanisi: “Chamber Songs” [CAM Jazz, 2019]

Gabriele Mirabassi (clarinetto) ed Enrico Zanisi (pianoforte) costruiscono un programma principalmente basato su brani del compositore tedesco Robert Schumann, e con l’inserimento di alcuni passaggi dalla diversa origine, come So In Love di Cole Porter. L'insieme vive in un’ambientazione misurata e cameristica, come il titolo dell’album lasciava intendere, con alcune parentesi dal piglio maggiormente fuori schema, dove il clarinetto di Mirabassi si rivela ora a favore della cantabilità dei temi, poi guizzante e imprevedibile. Notevole il solo di Mirabassi in Besame mucho, per la gioia dei presenti a questa ripresa dal vivo presso l’azienda vinicola Tonutti di Adegliacco. 

giovedì 12 settembre 2019

Filippo Vignato – Hank Roberts: “Ghost Dance” [CAM Jazz, 2019]

Registrato dal vivo presso l'azienda vinicola Le Vigne di Zamò di Rosazzo, “Ghost Dance” è il lavoro che intreccia i percorsi artistici di Filippo Vignato, trombone e live electronics, e Hank Roberts, violoncello, live electronics e voce. I due avevano in precedenza collaborato per l’uscita targata CAM Jazz “Pipe Dream”, del 2018, e in questo nuovo episodio prendono ispirazione dalla danza degli spiriti operata dagli indiani d’America sul finire dell’Ottocento per dare forma a un luogo musicale, costruito su nove tracce originali, dalla grande forza evocativa. Ne deriva un particolare impasto timbrico, dove si ascoltano melodie lineari e cantabili, passaggi cameristici e momenti spettrali.

mercoledì 11 settembre 2019

Alberto La Neve: “Night Windows” [Manitu Records, 2019]

Per questo lavoro in solo, edito da Manitu Records, il sassofonista Alberto La Neve prende spunto dalla forza evocativa sprigionata dalle opere di Edward Hopper – come lui stesso descrive nella nota di copertina -, per un insieme composto da otto tracce originali. A prevalere è la forza melodica dei temi, costruita da La Neve con tenore e soprano e avvalendosi anche di effetti e loop machine. Ne consegue un lavoro strutturato, pensato nel dettaglio e arricchito dall’intervento vocale di Fabiana Dota ospite in Room Of Brooklyn, traccia che ben fotografa l’intenzione e il taglio estetico di un album dalla lucente espressività.

martedì 10 settembre 2019

Raffaele Casarano – Mirko Signorile: “D’amour” [Parco della Musica Records, 2019]

Raffaele Casarano e Mirko Signorile mettono insieme una scaletta di otto brani reinterpretando passaggi dai repertori di grandi artisti francesi, come Charles Trenet, Edith Piaf e Charles Aznavour. Brani evergreen come La vie en rose che il duo, sassofono e pianoforte (Fender Rhodes in alcune tracce), legge con estrema sensibilità espressiva, senza stravolgerne temi e significati, per un insieme che emana cantabilità melodica e dialoghi fitti e ben congeniati. I protagonisti non mancano di mostrare la propria personalità attraverso slanci improvvisativi e aperture timbriche ampliate dall’utilizzo, misurato e mai fuori luogo, di effetti elettronici.

lunedì 9 settembre 2019

Serena Spedicato – Nicola Andrioli: “The Shining Of Things – dedicated to David Sylvian” [Dodicilune, 2019]

Come il titolo lascia intendere il lavoro firmato da Serena Spedicato (voce) e Nicola Andrioli (pianoforte) si basa sul repertorio di David Sylvian, dal quale sono rilette importanti pagine che ne hanno determinato la statura estetica ed espressiva. Tracce approcciate con estremo gusto ed intelligenza, dove si mantiene integra la cifra di sensibilità artistica di Sylvian, ma nelle quali gli interpreti – di una line up completata da Michele Rabbia (percussioni, elettronica) e Kalevi Louhivuori (tromba, flicorno, elettronica) – mettono in risalto la loro personalità e la loro levatura. Su terreni costruiti con accuratezza la voce di Spedicato mantiene i primi piani con eleganza. 

venerdì 6 settembre 2019

Rita Marcotulli – Israel Varela: “Yin And Yang” [CAM Jazz, 2019]

Quello che accomuna, più di ogni altro possibile aspetto, la levatura artistica di Rita Marcotulli e Israel Varela è la capacità di scavare profondi solchi di cantabilità melodica, come accade in ognuno dei temi proposti in questo “Yin And Yang”, l’album che la CAM Jazz pubblica per la Winery Series, i lavori registrati dal vivo presso prestigiose aziende vinicole. Batteria e pianoforte si fondono in un unico corpo espressivo, che raggiunge vette estetiche di grande sensibilità, come nella classica Koiné dove il pianismo elegante di Rita Marcotulli dialoga con le percussioni e anche con la voce di Israel Varela. 



giovedì 5 settembre 2019

Ajugada Quartet: “Hand Luggage” [Filibusta Records, 2019]

«“Hand Luggage” è un modo di viaggiare con il bagaglio leggero. La sensazione particolare che si ha durante i viaggi di grande libertà e di conoscenza quando ci ascoltiamo di più, osserviamo di più, sentiamo odori e vediamo colori con maggiore intensità». Con queste parole, rilasciate in una recente intervista, la pianista Gaia Possenti introduce l’album dell’Ajugada Quartet, formazione completata da Danielle Di Majo ai sassofoni e flauto, Giulia Salsone alla chitarra e Antonella Vitale alla voce. Sono parole che trovano riscontro durante la scaletta dei dieci brani proposti, dove i molti elementi timbrici non si sovrappongono mai, lasciando che la musica si sviluppi con il giusto respiro.

mercoledì 4 settembre 2019

Greg Burk: “As A River” [Tonos Records, 2019]

“As A River” è un profondo momento in pianoforte solo di Greg Burk che, “come un fiume”, dà forma a una scaletta di quindici brani originali registrati in due sessioni in studio datate 2018. Il suo è un modo “pieno” di interpretare la performance in solo, nella quale si susseguono melodie dal netto senso di cantabilità, situazioni con sonorità più amare, quasi sofferte, spigolose, momenti sospesi tra silenzi e note singole, che rimandano a una sincera intimità. L’album delinea un passaggio artistico di Burk dalla straordinaria capacità espressiva e da una elegante, quanto concreta, cifra estetica. La foto di copertina è firmata Simon Bcc.

martedì 3 settembre 2019

Maresuke Okamoto – Guy-Frank Pellerin – Eugenio Sanna: “OPS…!” [Setola di Maiale, 2019]

Dieci tracce basate sulla sperimentazione e sull’improvvisazione radicale vanno a formare la scaletta di “OPS…!”, l’album edito dalla mai scontata Setola di Maiale e firmato dal trio composto da Maresuke Okamoto, Guy-Frank Pellerin ed Eugenio Sanna. Il loro ventaglio espressivo include chitarra, fiati, violoncello, gong, voci, lamiere e palloncini, in un insieme multiforme nel quale si susseguono schegge di suoni, momenti di sinistri silenzi – tra avanguardia e minimalismo - e cortocircuiti timbrici. Ne deriva una performance di non immediata collocazione estetica, incoerente, distorta e piacevolmente deragliante.
              

giovedì 25 luglio 2019

Marisa Petraglia: “Unusual” [Emme Record Label, 2019]

«Se hai un’idea hai tutto». Marisa Petraglia cita Sonny Rollins nella nota di copertina del suo “Unusual”, l’album che la vede protagonista insieme ad Andrea Rea al pianoforte, Francesco Puglisi al contrabbasso, Adam Pache alla batteria, Pietro Conodorelli alla chitarra e Giovanni Amato alla tromba. Line up di valore assoluto, che determina un vasto perimetro entro il quale la voce della leader spazia in maniera fantasiosa, determinata e capace di rendere standard, vedi The Man I Love, e originali con garbo, eleganza ed estrema delicatezza espressiva. L’idea di Petraglia si riassume in una musicalità dal forte appeal, in equilibrio tra intimità e melodie cantabili. Applausi.

mercoledì 17 luglio 2019

Emmanuel Losio Group: “Good News” [Emme Record Label, 2019]

Emerge un velato senso di malinconia nelle tracce di “Good News”, il secondo lavoro come leader firmato dal chitarrista argentino Emmanuel Losio che per l’occasione si avvale in line up della presenza di Filippo Bianchini al tenore, Simone Alessandrini al contralto e soprano, Riccardo Gola al contrabbasso e Fabio Sasso alla batteria. In programma si apprezzano nove brani firmati dal leader, sviluppati in meno di quaranta minuti, segnati dalla cantabilità di temi che mettono in risalto sia le capacità discorsive dei fiati sia la duttilità di Losio, ora segno creativo e vertice di espressività, poi ingranaggio basilare alla funzionalità d’insieme.

venerdì 12 luglio 2019

The Sycamore: “Seamless” [Emme Record Label, 2019]

“Seamless” è il risultato dell’intenso percorso artistico intrapreso dal collettivo di musicisti umbri The Sycamore dal 2015 a oggi. Si tratta di un album che ben fotografa i tratti creativi e il carattere leaderless dell’ensemble, che propone in line up un sestetto dalle diverse soluzioni timbriche; durante la scaletta di soli originali intervengono batteria, contrabbasso, chitarra elettrica, classica e acustica, sassofono soprano e tenore, clarinetto, clarinetto basso e trombone. Una serie ben amalgamata di spunti creativi per un sound di matrice orchestrale dove non mancano i momenti solisti - sia in introduzioni sia in scambi durante l’esposizione melodica - capaci di accentuare brani sempre cantabili.

lunedì 8 luglio 2019

Daniele Cordisco – Ben Paterson – Elio Coppola: “Only For The Moment” [Tosky Records, 2019]

Batteria, organo Hammond e chitarra sono i vertici timbrici entro i quali si muove l’organ trio composto da Daniele Cordisco, Elio Coppola e Ben Paterson, quest’ultimo voce in tre dei nove brani in programma. In scaletta troviamo una miscela ben amalgamata di tracce originali e di jazz standard, come il classico Yesterdays e anche Lately di Stevie Wonder per l’occasione proposta con uno scambio di primi piani espressivi tra chitarra e Hammond. Coppola emana costantemente un drumming discreto ma efficace, mentre Ben Paterson si ritaglia nella conclusiva Just Friends un momento di pianoforte e voce capace di mettere l’accento a un lavoro curato nei dettagli estetici, formali e di produzione.

Romane & Daniel John Martin: “Rendez-vous” [Tosky Records, 2019]

Romane (chitarra) e Daniel John Martin (violino) sono affiancati da Julien Carriaux (chitarra) e Michel Rosciglione (contrabbasso) nel loro album “Rendez-vous”, lavoro incentrato sulle classiche sonorità gipsy jazz riferibili alle figure iconiche di Django Reinhardt e Stéphane Grappelli. In programma troviamo dieci brani originali, il rifacimento di Mantinique di Didier Lockwood e quello di Quatuor Nuages, il brano di Django Reinhardt pensato e realizzato con ensemble da camera. Si tratta di un album estremamente curato, sia per gli incastri formali sia per le varie sfaccettature estetiche, dove i protagonisti trovano un equilibrio d’insieme capace di rapire e avvolgere l’ascoltatore.

giovedì 4 luglio 2019

Franco D’Andrea: “A Light Day” [Parco della Musica Records, 2019]

Nel doppio CD “A Light Day” sono contenute le suite, una mattutina e una pomeridiana, che Franco D’Andrea registra in pianoforte solo presso gli studi dell’Auditorium Parco della Musica di Roma nella giornata del 20 settembre 2018. Come per sua consuetudine, D’Andrea espone un ampio arco espressivo, che prende vita dal dixieland, passa per il minimalismo e per il free, si bagna di blues fino ad arrivare all’avanguardia. Percorsi che il pianista disegna con continue intuizioni, che legano piccole cellule di note con passaggi cantabili, suoni spigolosi con eleganti melodie, pagine astratte con idee dal senso compiuto.

Martux_m: “Apollo 11 Reloaded” [Parco della Musica Records, 2019]

Si rivela come un azzeccato accostamento di elettronica, sonorità dub, dance e atmosfere psichedeliche il nuovo lavoro firmato da Martux_m. Si tratta di una album concettuale che celebra la missione spaziale Apollo 11 che, il 20 luglio del 1969, portò i primi uomini sulla Luna, gli astronauti statunitensi Neil Armstrong e Buzz Aldrin. In programma troviamo otto tracce, tra le quali i rifacimenti di Us And Them (Pink Floyd) e Space Oddity (David Bowie), entrambi impreziositi dal sassofono dell’ospite Francesco Bearzatti. Martux_m si avvale della collaborazione attiva di Giulio Maresca, e di Danilo Rea e Pasquale Catalano nei ruoli di arrangiamento e composizione.

sabato 1 giugno 2019

Dock in Absolute: “Unlikely” [CAM Jazz, 2019]

Il trio lussemburghese Dock In Absolute torna a incidere per la CAM Jazz del produttore Ermanno Basso, a due anni di distanza dall’omonimo disco d’esordio. Anche in “Unlikely” il trio fa leva sulla penetrante forza espressiva del pianista Jean-Philippe Koch, il quale disegna linee melodiche cantabili, velatamente malinconiche, chiaroscurali e in alcuni casi confidenziali, come in Ellipse. Non mancano passaggi dal deciso piglio ritmico, nei quali anche il basso elettrico di David Kintziger e la batteria di Michel Mootz trovano motivi di risalto, soprattutto nei brani “angolari”, dove avvengono cambi di direzione formale, come in Night Train To Lipetsk.

sabato 11 maggio 2019

Huw Warren Trio: “Everything In Between” [CAM Jazz, 2019]

Huw Warren mescola brani originali e rivisitazioni del grande repertorio di classici brasiliani, come Chorinho Pra Ele di Hermeto Pascoal, nella scaletta del suo “Everything In Between”, l’album che firma in trio con il figlio Zoot alla batteria e Dudley Phillips che si alterna tra contrabbasso e basso elettrico. L’estetica d’insieme – collocabile in area mainstream - rivela temi dalla grande cantabilità melodica, sviluppati attorno alla misura espressiva di Warren, sempre elegante, discreto e mai incline all’eccesso tecnico. Personalità che comunque emerge sia in passaggi in piano solo, come quello contenuto in Choro Bandido, sia attraverso elementi e sfumature che legano forme e derive di un trio capace di rendere atmosfere di pregevole fattura, eleganti e garbate.

Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti diretta da Paolo Damiani:“Oscene rivolte” [Parco della Musica Records, 2019]

«Cantiamo “osceno” come se volesse dire “fuori scena”, ciò che non può essere rappresentato, fuori dall’accademia e dal già sentito, invisibile in sé». Con queste parole Paolo Damiani introduce il senso musicale contenuto nel doppio CD edito dalla Parco della Musica Records che vede protagonisti gli undici musicisti dell’Orchestra Nazionale Jazz Giovani Talenti. Si tratta di un ensemble dalla grande capacità espressiva, forte di “voci nuove” che si stanno facendo strada nell’ambito del jazz nazionale e internazionale, capace di emanare un’estetica d’insieme evocativa, contemporanea, leggera quanto solida nelle sue convinzioni formali. Damiani dirige con discrezione e realizza un lavoro che ne rispecchia la personalità artistica, elegante e incline alla valorizzazione di ogni singolo elemento creativo. 

Credits: Paolo Damiani: cb; dir; Camilla Battaglia, Costanza Alegiani: voc; Mattia Feliciani, Simone Alessandrini: sax; Giacomo Tantillo, Francesco Fratini: tr; Michele Fortunato: trn; Federico Zaltron: vl; Manuel Magrini: pf; Massimo Imperatore: ch; Enrico Smiderle: batt.

Alessandro Lanzoni: “Unplanned Ways” [CAM Jazz, 2019]

Le strade non pianificate, alle quali fa riferimento il titolo di questo lavoro, Alessandro Lanzoni le percorre con Thomas Morgan al contrabbasso ed Eric McPherson alla batteria. Un trio capace di direzionare la musica con estrema elasticità formale e di “sporcare” l’estetica d’insieme in maniera creativa e funzionale. Quelle riprese presso lo studio The Samurai Hotel Astoria da David Stoller sono tracce che omaggiano alcuni grandi repertori del passato, da Billy Staryhorn a Thelonious Monk, e che mettono in risalto la forza improvvisativa di Lanzoni, pianista sempre pronto a scomodare paragoni di alto rango, ma che nel frattempo sta costruendo una personalità di spessore assoluto, nella quale confluiscono tradizione e contemporaneità espressiva. La foto di copertina è scattata da Justin Bettman.

lunedì 6 maggio 2019

Jacopo Ferrazza Trio: “Theater” [CAM Jazz, 2019]

Se “Rebirth” [CAM Jazz, 2017] ha rappresentato la metamorfosi artistica e personale di Jacopo Ferrazza, il suo nuovo album per la CAM Jazz “Theater” potrebbe definirsi come un lavoro dalle strutture maggiormente definite, consapevoli e mature. Questo perché la musica che si ascolta nelle otto tracce originali firmate dal contrabbassista, emana una sensazione di maturità raggiunta, in equilibrio tra forme scritte e parti libere, tra linee melodiche cantabili e spazi dal tratto estetico più ruvido. Al suo fianco, essenziali, ma funzionali ai significati dei temi e ai perimetri formali, troviamo di nuovo Valerio Vantaggio alla batteria e Stefano Carbonelli, che alterna chitarra elettrica e classica. 

                                   

Francesco Caligiuri Quintet: “Renaissance” [Dodicilune, 2019]

Dopo il lavoro in solo “Olimpo” del 2017, ispirato alla mitologia greca, il sassofonista cosentino Francesco Caligiuri (baritono, clarinetto basso e flauto) torna a incidere per l’etichetta Dodicilune. In questo nuovo episodio il suo arco espressivo si arricchisce della presenza in line up di Nicola Pisani (soprano), Michel Godard (tuba e serpentone), Luca Garlaschelli (contrabbasso) e Francesco Montebello (batteria). L’assento timbrico così composto, con i fiati a darsi continui spunti contrappuntistici, conferisce alle otto tracce originali di “Renaissance” un’estetica del tutto peculiare, che unisce ambientazioni cameristiche, echi orientali e forme – come Eugenio Colombo sottolinea nella nota interna al CD – che richiamano le architetture del rock progressivo britannico degli anni Settanta. L’artwork di copertina è curato da Julia Sudnik.