mercoledì 21 ottobre 2015

Francesco Diodati Yellow Squeeds: “Flow, Home.” [Auand, 2015]

Forte delle precedenti incisioni da leader a capo dei Neko e arricchito dalla frequentazione di scenari musicali inediti, come quelli proposti nel progetto Myanmar Meets Europe dove si incontrano la musica europea e quella birmana, Francesco Diodati mette insieme una nuova band per dare forma a “Flow, Home.”, un lavoro in studio dal particolare carattere timbrico. È il chitarrista stesso a descriverci questa nuova intenzione: «Volevo un suono acustico e un “basso” da usare in modo non convenzionale, mantenendo una scrittura originale, ma con un suono “bandistico”. Per questo motivo ho pensato di inserire la tuba, che ha la possibilità di creare dinamiche più incisive nelle parti basse della tessitura. Anche alla batteria volevo dei suoni diversi, compresi dei gong birmani. Inoltre, volevo usare la chitarra acustica e trattarla per ottenere suoni che ricordassero l’elettrica». Quella che ottiene è una miscela stilistica molto particolare, alla quale partecipano anche Enrico Zanisi al pianoforte, Enrico Morello alla batteria, Francesco Lento alla tromba e Glauco Benedetti alla tuba. In scaletta troviamo brani originali, firmati da Diodati, con l’aggiunta di Played Twice di Thelonious Monk, con la band capace di organizzare una breve rivisitazione dove il tema viene stracciato e ricomposto con audacia. L’insieme riflette atmosfere in equilibrio tra la cantabilità melodica di certi passaggi, vedi la conclusiva Casa do amor, e la tensione che si avverte negli incastri formali di una musica imprevedibile.

martedì 20 ottobre 2015

Roberto Zanetti Trio feat. Pietro Tonolo: “Minor Time” [Dodicilune, 2015]

Il trio capitanato dal pianista Roberto Zanetti, completato da Luca Pisani al contrabbasso e Massimo Chiarella alla batteria, ospita nelle nove tracce di “Minor Time” il sassofonista Pietro Tonolo. Ne deriva un lavoro basato su un processo compositivo particolare, come lo stesso Zanetti sottolinea nella nota stampa di presentazione: «Se non fosse per il titolo, forse non ci si renderebbe conto, al primo ascolto, che questo album è scritto in tonalità minore. Questa si cela nelle relative maggiori e nei modi a loro correlate, per un gioco compositivo che fa del blues minore il protagonista di questo disco». Al di là degli aspetti formali, il lavoro trova il suo tratto di distinzione nella cantabilità melodica, spesso messa in evidenza dagli interventi di Tonolo, il quale mostra la consueta precisione dinamica e una notevole flessibilità strumentale. Ne sono esempi lampanti i risvolti melanconici dell’iniziale Waltz Experience, ma anche quelli incalzanti di Gran Torino o quelli eleganti di una ballad come Chiarotta Mood, per un insieme che mostra diverse soluzioni espressive.

lunedì 19 ottobre 2015

Nicola Pisani: “Cypriana” [Autoproduzione, 2015]

Registrato dal vivo nell’Aula Magna dell’Università “La Sapienza” di Roma il 1 ottobre 2012, “Cypriana” contiene una partitura originale composta da Nicola Pisani, basata su temi selezionati dal repertorio tradizionale cipriota, in occasione del cinquantesimo anniversario della fondazione della Repubblica di Cipro. Il progetto, nato da un’idea del sassofonista Yiannis Miralis, si basa su un insieme che lega voce solista, voce recitante, coro, jazz ensemble e strumenti tradizionali, come oud e bouzouki, per un risultato capace di lasciare il segno, sia per la notevole cifra espressiva, sia per la cura delle strutture ritmiche, melodiche e armoniche. Si tratta di cinque movimenti che trovano significati estetici nella loro interezza d’ascolto, tra cantabilità melodica, risvolti d’introspezione, situazioni frenetiche e passaggi che lambiscono il silenzio. Ne deriva un lavoro multiforme, dove convergono tragedia e leggerezza, pieni e trasparenze, colori luminosi e profondi attimi di buio. “Cypriana” è anche il risultato dell’esperienza accumulata da Nicola Cipriani in diversi ambiti, come ha dichiarato in un’intervista a Musica Jazz: «Credo che questo progetto sia la sintesi di quarant’anni di vita immersa nella musica, una sintesi del mio modo di vedere, interpretare e vivere il mondo attraverso la musica».

venerdì 16 ottobre 2015

Rotem Sivan Trio: “A New Dance” [Fresh Sound, 2015]

Si completa con Haggai Cohen-Milo al basso e Colin Stranahan alla batteria il trio capitanato da Rotem Sivan, chitarrista elettrico di origini israeliane di stanza a New York City. Il suo terzo album “A New Dance” prevede una continua interazione strumentale tra i gli interpreti, i quali producono un sound che si rivela, in alternanza di umori, sia elegante sia aggressivo. Sivan propone una grana compositiva compatta, dove la sua figura è sì cardine d’insieme, ma anche componente di squadra, cosicché l’intero lavoro gode di diverse soluzioni espressive e formali. Nei dieci brani in scaletta, quasi tutti scritti da Sivan, trovano spazio anche delle rivisitazioni, come I Fall In Love Too Easily, per l’occasione impreziosita dalla presenza del sassofonista ospite Oded Tzur.

giovedì 15 ottobre 2015

Matteo Bortone Travelers: “Time Images” [Auand, 2015]

“Time Images” è il secondo lavoro da leader del contrabbassista e compositore Matteo Bortone, anche in questa occasione a capo del quartetto Travelers completato da Francesco Diodati alla chitarra elettrica e acustica, Antonin-Tri Hoang ai fiati e dal nuovo batterista Ariel Tessier. I temi proposti, perlopiù cantabili, sono spesso evidenziati da Antonin-Tri Hoang, il quale, alternando sax alto, clarinetto e clarinetto basso, vede in Diodati l’ideale elemento di dialogo e di contrapposizione timbrica. In scaletta troviamo, oltre agli originali di Bortone, anche la rilettura di Houses Of The Holy dei Led Zeppelin, dalla quale affiora il lato caratteriale più aggressivo del quartetto. L’album trova il suo motivo di interesse nell’ascolto d’insieme, attraverso il quale possiamo apprezzare le "immagini sonore" pensate da Bortone, che scorrono tra angoli d’introspezione e momenti più nervosi, come quelli descritti nell’iniziale Sunday Supermarket.

lunedì 12 ottobre 2015

Jasmine Tommaso: “Nelle mie corde” [AlfaMusic, 2015]

“Nelle mie corde” segna il debutto discografico di Jasmine Tommaso, figlia di Giovanni Tommaso, per l’occasione, oltre che al contrabbasso, anche nelle vesti di produttore artistico. La cantante, affiancata da Claudio Filippini al pianoforte, Marco Valeri alla batteria e Fabrizio Bosso alla tromba, ospite in diverse tracce, ricorre volentieri alla scat e mostra un timbro deciso, maturo, dalle dinamiche ben definite e si rivela a proprio agio sia nelle ballad sia nei movimenti dall’andamento sostenuto. In scaletta troviamo, oltre ad alcuni classici come Summertime, rivista con piglio e personalità, anche alcuni originali scritti da Jasmine, la quale aggiunge un testo in inglese ad Abbiamo tutti un blues da piangere, ripresa dal repertorio del Perigeo, dove possiamo apprezzare anche un nuovo arrangiamento pensato da Giovanni Tommaso, come fosse un ideale punto di dialogo tra passato e futuro.

giovedì 8 ottobre 2015

Mauro Ottolini Sousaphonix: “Musica per una società senza pensieri Vol. II” [Parco della Musica Records, 2015]

Spesso usato in maniera inappropriata, l’aggettivo “straordinario” calza a pennello a “Musica per una società senza pensieri vol. II”, l’album firmato dai Sousaphonix di Mauro Ottolini, figura poliedrica del contemporaneo panorama jazzistico. Detto delle intuizioni e delle intenzioni di questo progetto al momento della pubblicazione del primo volume, Ottolini, strettamente coadiuvato da Vanessa Tagliabue Yorke, che straordinaria interprete lo è di consueto, continua il suo viaggio nelle culture musicali del mondo, ottenendo un mélange sonoro di rara efficacia. Nell’album convergono, dando luogo a espressioni e colori singolari, sia il jazz in senso stretto, come nell’iniziale Cooking Breakfast For The One I Love, sia una serie di ingredienti stilistici che abbracciano la musica araba, le atmosfere folk, quelle latine e altri mille rimandi. L’insieme si rivela come una giostra sapientemente messa a punto, capace di creare sia disimpegno d’ascolto sia riflessioni profonde, soprattutto in un momento culturale e sociale più che mai delicato, in un certo senso riassunto e risignificato dai Sousaphonix che sviluppano un’idea che nelle note di copertina Luigi Onori sintetizza con la definizione di «musica universale».

Massimo De Mattia: “Meats” [Setola di maiale, 2015]

“Meats” contiene quindici tracce realizzate in flauto solo da Massimo De Mattia, il quale spinge la sua volontà espressiva in territori estremi, attraverso improvvisazioni che sanno stringere e rilasciare, assecondare o colpire in pieno volto senza schemi e preconcetti, senza ordine e istruzioni per l’uso. C’è della ferocia dunque, che genera libertà, sia nei momenti in cui l’artista stressa il proprio strumento ricavandone suoni aridi, sia quando ne trae ipnotiche linee melodiche attraverso soffi e respiri.

Principles Sound: “Lost In The Jungle” [Tukool Records, 2015]

Si colloca nell’area stilistica del jazz fusion l’album “Lost In The Jungle” firmato Principles Sound, formazione che vede in line up anche il sassofonista Bob Mintzer e il bassista Jimmy Haslip. In programma troviamo sette brani, tutti originali, che trovano il loro motivo di distinzione nei tratti melodici cantabili, nel pastoso groove ritmico, e negli slanci solisti inanellati, oltre che da Mintzer, da Dario Chiazzolino alla chitarra elettrica e Russell Ferrante alle tastiere. Gli andamenti non si discostano molto dal registro medio, e l’insieme si rivela come un buon compromesso tra la tecnica strumentale dei protagonisti e il carattere espressivo delle composizioni.

lunedì 5 ottobre 2015

Bob Dusi & Michele Iaia: “A Private Voyage” [AlfaMusic, 2015]

Troviamo Igor Butman al tenore, Marco Tamburini alla tromba e Marco Pacassoni al vibrafono nei credits di “A Private Voyage”, l’album firmato dal batterista Michele Iaia e dal chitarrista Bob Dusi. Si tratta di un lavoro strutturato in sette brani, ognuno dei quali racchiude un peculiare mondo formale e stilistico, dove confluiscono lineamenti latin jazz, soul, ballad e hard bop. A tenere il tutto legato insieme è la chitarra di Dusi, dal timbro confidenziale e swingante, mentre sono da sottolineare, oltre a un lavoro di gruppo sempre compatto, anche gli slanci solisti degli altri interpreti, come il solo torrenziale di Butman in Jazz All Night o quello elegante di Tamburini in Winter Waltz, per l’occasione al flicorno.

giovedì 1 ottobre 2015

Andrea Ferrario – Michele Francesconi: “Bologna Skyline” [AlfaMusic, 2015]

«Da cinque anni sto lavorando all’incisione di un disco stilisticamente vicino alla fusion. Ci sono strutture definite e complesse, con un quartetto simile a quello degli Yellowjackets, con basso elettrico, sax tenore, tastiera e batteria, con l’aggiunta di percussioni e un altro tastierista. Sto portando avanti questa idea con il sassofonista Andrea Ferrario». Raccontava queste intenzioni Michele Francesconi qualche tempo fa, quando “Bologna Skyline”, edito da AlfaMusic, era ancora in embrione. Quello che ascoltiamo è un album dalla grande profondità espressiva, spesso tradotta dal tenore di Ferrario, sia muscolare sia languido e melodioso, e dalle forme timbriche flessibili. Le dieci tracce proposte, tutte originali, riflettono melodie lineari e cantabili, e si ispirano agli scenari della città di Bologna, luogo dove il progetto è stato pensato e messo in atto.

venerdì 25 settembre 2015

Simone Graziano Frontal: “Trentacinque” [Auand Records, 2015]

C’è Dan Kinzelman al posto di Chris Speed al sassofono tenore nella nuova line up del quintetto Frontal, capitanato dal pianista Simone Graziano, che giunge con “Trentacinque” alla seconda incisione per Auand Records dopo l’apprezzato debutto del 2013. Il titolo di questo lavoro trova il suo significato negli anni che legano Simone Graziano a Firenze, città presa a simbolo per l’intera scrittura dell’album, ma anche nella combinazione del numero 3, a rappresentare gli album pubblicati dal leader, con il 5, unità metrica di quasi tutte le composizioni suonate dal quintetto. Al di là delle considerazioni concettuali, la musica di questo lavoro si svincola con estrema facilità delle immediate collocazioni stilistiche. Questo perché si tratta di un amalgama contemporaneo di significati dove convergono, prendendo poi ulteriori tangenti, una nutrita serie di elementi, sia formali sia espressivi. C’è la classe pianistica del leader, evidente nel solo spettrale di White Piano, ci sono le forme spigolose di Falk The Bow, e poi troviamo, senza possibilità di previsione, groove ipnotici, derive di elementi elettronici e soffi melanconici. Nella musica dei Frontal entrano, senza chiedere permesso, echi di Ligeti, l’hip hop e il Fender Rhodes, per una visione d’insieme ampia e ispirata.

giovedì 24 settembre 2015

Tom Hewson Trio: “Treehouse” [CAM Jazz, 2015]

Il giovane pianista e compositore inglese Tom Hewson è affiancato da Lewis Wright al vibrafono e Calum Gourlay al contrabbasso nell’album “Treehouse”, edito dalla CAM Jazz per la serie Presents, pensata per presentare i nuovi talenti del jazz internazionale. Dieci tracce in quaranta minuti, tutte originali, dove il trio mostra una peculiare dimensione timbrica, sviluppata soprattutto nell’interazione tra pianoforte e vibrafono, oltre a un’affiatata flessibilità espressiva, messa a punto in una lunga serie di esperienze dal vivo che hanno preceduto l’incisione, e un linguaggio che sa essere sia misurato sia pronto ad aprire il compasso dell’improvvisazione. Hewson espone perlopiù temi cantabili, anche se in scaletta non mancano licenze introspettive e spigolose.

mercoledì 23 settembre 2015

Lorenzo Masotto: “Seta” [AlfaMusic, 2015]

Quello che il pianista e compositore Lorenzo Masotto realizza in “Seta” è un mosaico di rara bellezza. Dieci tracce, tutte nate dalla sua penna, dove si incontrano, si alternano e si scambiano punti di vista, la musica per immagini, condotta su vette di grande ispirazione da pianoforte e archi, momenti in solo pianoforte di profonda espressività e malinconia, i fiati di Fabrizio Bosso e Mauro Ottolini, ospiti in alcune tracce, il duo pianistico tra Masotto e Stefania Avolino. In questo lavoro si avverte l’urgenza espressiva del pianista, e c’è netta, evidente, la misura tipica di chi non ha mai bisogno di alzare la voce per farsi ascoltare.

lunedì 21 settembre 2015

Pericopes + 1: “These Human Beings” [AlfaMusic, 2015]

Ci sono i complimenti di Dave Liebman ed Enrico Rava tra le note di copertina dell’album “These Human Beings” firmato Pericopes + 1. Parole di elogio ampiamente meritate del trio, composto da Emiliano Vernizzi ai sax, Alessandro Sgobbio al pianoforte e Nick Wight alla batteria, perché le dieci tracce in scaletta propongono una musica dal taglio moderno, personale, e curata nel dettaglio formale ed espressivo. Nel complesso il lavoro si nutre delle immagini e dei significati che affiorano nei temi esposti da Vernizzi, certe volte istintivo e nervoso, ma anche estatico e lineare, degli ideali punti di contrasto esposti da Sgobbio, e dei fondali ritmici flessibili costruiti da Wight. Giochi timbrici, sovrapposizioni melodiche e incastri ritmici sono alla base del modulo sonoro multiforme costruito dal trio.

sabato 19 settembre 2015

John Taylor “2081” [CAM Jazz, 2015]

La musica di “2081” prende ispirazione da “Harrison Bergeron”, la storia pubblicata da Kurt Vonnegut nel 1961 e, come ha dichiarato Alex Taylor, cantautore e figlio di John, si tratta di «Un progetto di famiglia», vista la partecipazione anche di Leo Taylor alla batteria e di Oren Marshall alla tuba, musicista molto vicino ai Taylor. Le sei tracce in scaletta, originariamente scritte per un ottetto, trovano il loro segno distintivo in una particolare cubatura timbrica, che prevede pianoforte, batteria, voce e tuba. L’iniziale Doozy mostra le dinamiche espressive del quartetto e le relative possibilità formali, con il tema esposto prima dalla voce di Alex Taylor, poi ripreso in maniera personale sia da John Taylor, con screziature bluesy, sia da Marshall che improvvisa in duo con la batteria. Musica elastica, lontana da stereotipi, che rimanda continuamente scenari sonori diversificati e spiazzanti.

#Tramite una nota stampa, la CAM Jazz fa sapere che l’album è stato pubblicato in accordo con la famiglia di John Taylor, venuto a mancare dopo le sedute di registrazione, in omaggio alla sua vita e alla sua arte.

venerdì 18 settembre 2015

Ahmad Jamal: “Live In Marciac” [Jazz Village, 2015 cd + dvd]

“Live In Marciac” testimonia la performance di Ahmad Jamal al festival di Marciac del 2014, per l’occasione insieme a Reginald Veal al contrabbasso, Herlin Riley alla batteria e Manolo Badrena alle percussioni. Si tratta di un set dove sono eseguiti sia brani originali firmati dal pianista, sia una serie di rivisitazioni di celebri pagine della storia del jazz, come All Of You di Cole Porter. Il quartetto propone un mood in equilibrio tra mainstream, inteso come misura ed eleganza delle esecuzioni, e latin jazz, grazie alle percussioni di Badrena che riflettono un immaginario caraibico. Jamal mostra un piglio deciso, sia nelle esposizioni tematiche sia nelle finestre d’improvvisazione, spostando di continuo il mood dell’intera performance. La confezione include anche il filmato del concerto in formato DVD, con l’aggiunta di Morning Mist, dove emerge con maggiore evidenza la forza espressiva del quartetto, ripreso in maniera particolareggiata.

giovedì 17 settembre 2015

Third Reel: “Many More Days” [ECM, 2015]

È musica razionale quella messa insieme dal trio Third Reel, composto da Nicolas Masson, Roberto Pianca ed Emanuele Maniscalco, al secondo episodio discografico per ECM. Fiati, chitarra, batteria e pianoforte delineano scenari dove gli elementi estetici si sedimentano con lentezza, e nei quali le linee melodiche sono intese come tracce esili, contornate da silenzi e suoni che si sovrappongono con discrezione e misura. Maniscalco propone un drumming dai toni scuri, profondi, mentre Masson, alternando tenore, soprano e clarinetto, rimane spesso in primo piano, con eleganza ed estremo equilibrio timbrico. Pianca sfuma l’intero contesto con piccoli inserti, cesellando preziose filigrane dinamiche.

mercoledì 16 settembre 2015

Mission Formosa: “Mission Formosa [AlfaMusic, 2015]

Mission Formosa è il sestetto italo-taiwanese organizzato dal contrabbassista e compositore Giuseppe Bassi, che vede in line up anche Shen Yu Su al tenore, YuYing Hsu al pianoforte, Kuan Liang Lin alla batteria, Gaetano Partipilo all’alto e Francesco Lento alla tromba. La scaletta di questo lavoro, edito dalla sempre attenta AlfaMusic, propone dodici brani nei quali emerge sia l’ampiezza timbrica dell’ensemble sia una forza espressiva discreta, basata su temi introversi, vedi la melanconica “After Typhoon”, ma anche su momenti grintosi e dalle forti caratterizzazioni. Il lavoro si presenta curato in ogni aspetto formale, e trova il suo significato attraverso una scrittura misurata, in equilibrio tra momenti corali e parti aperte allo slancio solista.

martedì 15 settembre 2015

Dino Rubino: presentazione del nuovo album il 17 settembre a Parigi

Dino Rubino presenterà il nuovo album "Roaming Heart" il 17 settembre al Duc des Lombards di Parigi. Il disco, pubblicato quest’estate, è stato prodotto artisticamente dallo stesso Dino Rubino insieme a Paolo Fresu, mentre la produzione esecutiva vede la Tǔk Music affiancata da Pierre Darmon della label francese Bonsaï Music. La distribuzione italiana è come sempre curata da Ducale. L’album è stato interamente improvvisato in studio, e rappresenta un viaggio interiore con ogni brano evocato da un’immagine, un ricordo, un’emozione affiorati al momento della registrazione.

Florio – Bianchi – Intorre: “Roots Interchange” [Autoproduzione, 2015]

A seguito di un viaggio intrapreso tra Europa e Stati Uniti alla ricerca delle radici del jazz e del blues, il chitarrista e compositore Alessandro Florio realizza “Roots Interchange”, affiancato da Carmen Intorre alla batteria e da Pat Bianchi all’organo Hammond. In scaletta troviamo la rilettura di Straight, No Chaser, di Thelonious Monk, del quale è suonata anche In Walked Bud con la voce dell’ospite Gegè Telesforo, e cinque tracce originali, tutte firmate da Florio, dove emerge la grande empatia del trio, capace sia di momenti swinganti sia di morbide ballad dal sapore bluesy. Nel complesso il lavoro si distingue per la compattezza dinamica e per l’equilibrio tra i primi piani espressivi e le intelaiature ritmiche.

lunedì 14 settembre 2015

Teho Teardo: Esce il 19 settembre il nuovo album "Le retour à la raison"

"Le retour à la raison. Musique pour trois film de Man Ray" è il nuovo album di Teho Teardo, in uscita il prossimo 19 settembre. Edito da Specula Records e distribuito in CD, LP e digitale da Audioglobe, raccoglie le musiche scritte per tre film di Man Ray.

Il progetto, registrato tra il marzo 2014 e il maggio 2015 nello studio romano di Teardo, è stato inizialmente pensato per l’esecuzione dal vivo. Presentato a Villa Manin, al Maxxi di Roma e al Museo Nazionale del Cinema di Torino, oltre che all'International Arts Festival di Galway, l’album vede la partecipazione anche di Joachim Arbeit (Einsturzende Neubauten), Joe Lally (Fugazi) e David Coulter.

I tre film di Man Ray cui Teardo si è ispirato sono “La Retour à la Raison” (1923), “Emak Bakia” (1926) e “L'etoile de Mer” (1928) e saranno anche proiettati durante i prossimi concerti: il 18 settembre al Teatro Gesualdo di Avellino, il 26 settembre alla Notte Bianca di Matera e il 31 novembre al Cinematica di Ancona presso la Mole Vanvitelliana.

Gary Peacock Trio: “Now This” [ECM, 2015]

C’è il pianismo di Marc Copland al centro del discorso espressivo di “Now This”, l’album firmato dal trio capitanato da Gary Peacock e completato da Joey Baron alla batteria. Tre fuoriclasse del rispettivo strumento che, messi insieme nella sala di registrazione del Rainbow Studio di Oslo, danno forma a un lavoro dai significati profondi e carico di forza espressiva, sviluppata attraverso melodie che riflettono sia sottigliezze soliste sia traiettorie di interazione collettiva. I temi, perlopiù presi dal repertorio di Peacock, oscillano dall’essenzialità di brani come And Now agli impulsi ballabili dell’iniziale Gaia, passando anche per la rilettura di Gloria’s Step, di Scott LaFaro, dove il trio trova un ideale punto di congiunzione con la grande tradizione del passato.

sabato 12 settembre 2015

Cristiano Pomante Quartet: “La storia” [AlfaMusic, 2015]

Fatta eccezione per Juju, di Wayne Shorter, la scaletta dell’album “La storia” si compone di soli brani originali firmati da Cristiano Pomante, giovane vibrafonista al debutto nel ruolo di leader. Ad affiancarlo troviamo un quartetto completato da Marco Giongrandi alla chitarra, Michele Tacchi al basso elettrico e Alessandro Rossi alla batteria. La scrittura di Pomante esalta gli aspetti melodici dei brani che, come il titolo dell’album lascia intendere, descrivono stati d’animo e situazioni tra loro concatenate, proprio come se si trattasse di una storia tenuta insieme da un filo logico. Il leader allarga lo spettro timbrico del quartetto attraverso l’utilizzo della marimba, in un insieme sonoro denso, a volte chiaroscurale, e fortemente caratterizzato dalla continua interazione tra i musicisti.

venerdì 11 settembre 2015

Antonio Sanchez & Migration: “The Meridian Suite” [CAM Jazz, 2015]

Edito dalla CAM Jazz di Ermanno Basso, “The Meridian Suite” è il quinto lavoro nel ruolo di leader di Antonio Sanchez. Il batterista e compositore, affiancato dal quartetto Migration, formato da Seamus Blake al tenore, John Escreet al pianoforte, Matt Brewer al basso, sia elettrico sia acustico, con ospiti Adam Rogers alla chitarra e la cantante Thana Alexa, realizza una lunga suite di cinque brani, dove confluiscono diversi aspetti espressivi, che abbracciano fusion, ballad, breakbeat, inserti di musica elettronica, forme aperte d’improvvisazione, slanci solisti e altro ancora. A tenere il tutto in coerenza di significati è il leader, capace di costruire fondali ritmici a volte discreti, come in Imaginary Life, e in certi casi prossimi alla saturazione, vedi Channels Of Energy. Tensione e rilascio dunque, in un insieme colmo di idee compositive che lo stesso Sanchez, nelle note di copertina, consiglia di ascoltare in sequenza, proprio per coglierne al meglio la forza complessiva.