lunedì 22 dicembre 2014

Francesca Ajmar: “Dois lugares” (FMC Phonograph, 2014)

Francesca Ajmar (voc); Moacyr Luz (ch, voc); Riccardo Bianchi (ch el); Alberto Graziani (ch); Antonio Zambrini (pf); Fausto Beccalossi (fisa); Carlo Nicita (fl t); Tito Mangialajo Rantzer (cb); Gilson Silveira (perc); Alessandro Marzi (batt)

Tra gli ottimi musicisti presenti nei crediti del nuovo lavoro di Francesca Ajmar “Dois lugares” spicca il nome di Moacyr Luz, che firma sette degli undici brani in scaletta. Il lavoro presenta un repertorio incentrato sulla musica popolare brasiliana, e dunque risulta denso di atmosfere a metà strada tra nostalgia e brio, malinconia e passaggi ballabili. L’iniziale Malícia delinea gli aspetti d’insieme dell’album, con la voce della Ajmar in primo piano e uno sfondo timbrico ricco di sfumature, dal pianismo elegante di Antonio Zambrini alle caratteristiche percussioni di Gilson Silveira. Alcuni brani sono meno carichi di eventi sonori, cosicché la voce della leader, della quale si apprezza la sfumatura e il controllo dinamico, riesce a risaltare ancora in maniera più evidente. Elemento dalla grande forza espressiva si rivela, tra i tanti, anche il fisarmonicista Fausto Beccalossi, che interviane in alcuni brani restituendo un ulteriore suggestione al già ricco panorama timbrico e strutturale di “Dois lugares”. In copertina è proposto un acrilico su carta dell’artista Dim Sampaio.

Malícia / Ah, Yolanda / Circular / Garrincha / Espelho D’água / Ilha das cobras / Choro triste / Arpoador / Dança de roda / Amacíado / Un raro esplendor

sabato 20 dicembre 2014

Fasching Jazz Club: Finest Live Jazz Since 1977

Quello che in molti Paesi europei è oggi visto come un’utopia è stato possibile in Svezia nel 1977: i giovani musicisti di jazz, riuniti nell’associazione Swedish Jazz Musicians Federation, creano un luogo dove esprimere la propria arte e dare forma alle loro idee, il Fasching Jazz Club di Stoccolma. Il locale diventa subito un luogo centrale dell’attività jazzistica nazionale, e in breve tempo assume anche una caratura internazionale grazie ai concerti dei molti jazzisti americani di passaggio in Scandinavia. Il momento peggiore arriva nel 2002, anno in cui il Fasching chiude per fallimento, salvo poi rinascere nello stesso anno e riprendere la piena attività nel 2007, grazie all’ingresso di una nuova organizzazione societaria. L’attuale direttrice Lena Åberg Frisk ci spiega quali sono le intenzioni e gli obiettivi che si sono preposti gli attuali proprietari: «La meta è quella di creare un melting-pot moderno e attraente per il jazz e la musica correlata, dove una gamma molto ampia di pubblico di diverse generazioni può godere della musica improvvisata più interessante e creativa del mondo di oggi». Nel 2013 il club è stato ristrutturato, anche per presentare al meglio i concerti del Festival Jazz di Stoccolma, manifestazione di successo che in questi ultimi anni ha restituito molto interesse e visibilità. Dal punto di vista finanziario il Fasching fa fronte alla crisi economica del Vecchio Continente grazie a una politica attenta ai costi e alle spese di gestione, sia per la proposta artistica sia riguardo i cibi e le bevande che vengono servite nel club. Attualmente, tra ingegneri del suono, cuochi e manager, l’organizzazione conta circa trenta persone. Questo permette al club di ottenere un buon equilibrio di spese e, allo stesso tempo, di presentare una valida proposta per il pubblico, sia artistica sia di intrattenimento. Lena Åberg Frisk ci ha illustrato come è costruito il cartellone dei concerti: «Proponiamo più di duecento eventi all’anno, la metà dei quali provengono dalla scena jazz svedese. L’altra parte si basa sui grandi nomi del jazz internazionale e su altre proposte stilistiche, che spaziano dall’hip hop al soul, passando per blues e cantautori». Il Fasching è il club scandinavo con il maggior numero di spettatori, con circa ottantamila l’anno. Rispetto ad altri club, ha un basso grado di finanziamento pubblico e riusce ad andare avanti grazie alle proprie forze. Negli ultimi quattro anni il pubblico si è fatto più numeroso e questo si rispecchia nel fatturato in crescita. Quella del Fasching è una realtà molto attiva, capace sia di flettere a seconda delle richieste del mercato della musica dal vivo, sia di muoversi con una gestione intelligente e lungimirante, mai incline al raggiungimento dell’obiettivo più a portata di mano. Un esempio di grande positività che si lascia ampiamente apprezzare e che è dunque per tutti, in tempi spesso funestati dal pessimismo, un’ottima notizia.

Fasching Kungsgatan 63, Stockholm www.fasching.se

sabato 13 dicembre 2014

Ketil Bjørnstad: “A Passion For John Donne” (ECM, 2014)

Håkon Kornstad (sax, fl, voc); Ketil Bjørnstad (pf); Birger Mistereggen (perc); Oslo Chamber Choir diretto da Håkon Daniel Nystedt

“A Passion For John Donne” è l’album con il quale Ketil Bjørnstad rende omaggio alla figura del poeta inglese John Donne, già sua fonte d’ispirazione e passione artistica da diversi anni. Per realizzare questo lavoro si è avvalso della collaborazione del coro Oslo Chamber Choir, diretto da Håkon Daniel Nystedt, del sassofonista Håkon Kornstad e di Birger Mistereggen alle percussioni. Registrato dal vivo nel marzo 2012, al Sofienberg Kirke di Oslo, l’album si snoda attraverso una scaletta di quindici brani, stilisticamente versati a un’ambientazione liturgica, dovuta alla presenza quasi costante delle voci del coro, interrotta dagli interventi al sax di Kornstad, che in alcuni casi sposta lo scenario in un ambito più vicino alle sonorità prettamente jazzistiche. La musica è interamente scritta da Ketil Bjørnstad, mentre i testi, riportati nel dettagliato booklet, sono stati scelti dal vasto reperorio di John Donne. Il compositore norvegese, in merito a questo lavoro per ECM, ha dichiarato: «La vita drammatica di Donne si riflette nei suoi testi, e in ognuno c’è la passione e la melodia. Dopo tanti anni riesco ancora a trovare nuovi approcci alla sua poetica, al suo linguaggio fatto di silenzi tra le frasi».

Introitus – A Passion For John Donne / Thou Hast Made Me / A Fever / Death, Be Not Proud /Interlude No.1 / The Legacy / Batter My Heart, Three Personed God / A Nocturnal Upon St.Lucy’s Day / Farewell To Love / Interlude No.2 / Since She Whom I Loved Hath Paid Her Last Debt / A Valediction, Forbidden Mourn / Oh, To Vex Me, Contraries Meet in / Interlude No.3 / There We Leave You

venerdì 12 dicembre 2014

Teho Teardo: “Ballyturk” (Spècula Records, 2014)

Teho Teardo (ch bar, ch el, ch ac, Rhodes, bs, autoharp, celesta, synth, electronics, taisho koto, pf); Cillian Murphy, Mikel Murfi (voc); Joe Lally (bs); Lori Goldston (vlc ampl); Martina Bertoni, Nick Holland (vlc); Stefano Azzolina (vla); Vanessa Cremaschi, Elena De Stabile (vl).

Sono raccolte in poco più di mezzora le otto tracce di “Ballyturk”, l’album firmato da Teho Teardo frutto della collaborazione con il drammaturgo Enda Walsh, e realizzato con la partecipazione dell’attore Cillian Murphy, qui nelle vesti di voce recitante insieme a Mikel Murfi. Inizialmente composte per l’omonima opera teatrale, le musiche di questo lavoro sono state poi rielaborate e incise da Teardo insieme a un gruppo di musicisti dove figurano, tra gli altri, Joe Lally, Lori Goldston e Martina Bertoni. La musica che si ascolta rimanda ai tipici scenari da colonna sonora firmati dal compositore veneto, con lunghi tappeti che fanno da sfondo a eventi sonori che si susseguono con lentezza, e fortemente caratterizzati dagli archi, elemento essenziale per proiettare scenari sinistri e carichi di pathos. Il discorso espressivo va al di là della sola funzione di commento per immagini, e la musica di “Ballyturk”, che idealmente si allaccia al percorso delineato con il precedente “Music For Wilder Mann” (Spècula Records, 2012), vive di luce propria su melodie dense di elementi emozionali.

Disponibile, oltre che su CD e Digital Download, anche in vinile.

Poisonous His Envy / Kitchen, Infinity / Foreboding / Everything I Thought There Was To Know / Let’s Not Talk About Us / Just Maybe / It Needs A Death / The Outside Force

giovedì 11 dicembre 2014

John Coltrane: in lavorazione un nuovo documentario

La colonna sonora della pellicola sarà composta solo dalla sua musica

Un nuovo documentario su John Coltrane, in uscita al cinema a fine 2015, sarà scritto e diretto dal regista John Scheinfeld. Il film è stato creato con la piena collaborazione della famiglia di Coltrane. I produttori della pellicola hanno ottenuto per la colonna sonora un accesso senza precedenti al catalogo completo del sassofonista, comprese le registrazioni su Prestige, Blue Note, Atlantic, Pablo e Impulse!.

more: http://www.coltranefilm.com/

mercoledì 10 dicembre 2014

Onofrio Paciulli: Epoca [Fo(u)r Records, 2014]

Onofrio Paciulli (pf); Fabrizio Bosso (tr #1,4,7); Rosario Giuliani (alto #1,4,7); Guido Di Leone (ch #1,2,4,5,6,7,8,9); Francesco Angiuli (cb #1,4,7,8); Dario Di Lecce (cb #2,3,5,6,9); Giovanni Scasciamacchia (batt #1,4,7,8); Fabio Delle Foglie (batt #2,3,5,6,9)

Registrato in una doppia seduta al Sorriso Studios di Bari, “Epoca” è il secondo lavoro che vede il pianista Onofrio Paciulli nelle vesti di leader, dopo l’esoridio di “Musicopoli” (Philology Records, 2010). In scaletta troviamo nove brani, tra originali e rivisitazioni, realizzati con diverse formazioni. Tre sono le tracce che vedono la presenza di Fabrizio Bosso e Rosario Giuliani, nelle quali si respira un’atmosfera densa e piena di spunti melodici cantabili, caratterizzata sia dai movimenti d’insieme sia dai soli espressi dai singoli interpreti. Ad aggiungere ulteriori suggestioni timbriche all’album interviene in più riprese il chitarrista Guido Di Leone, capace di un tocco felpato e carico di swing. In altre tracce Paciulli sceglie di non coinvolgere i fiati, e in occasione della title track emerge il suo amore per le ballad e la grande sensibilità del suo pianismo, forte di sottintesi, pause e passaggi di grande eleganza. Nell’insieme il lavoro si rivela espressivamente vario, di grande impatto emozionale e curato nei dettagli sia melodici sia di arrangiamento.

Believe / You Go To My Head / Birth / My Happiness / Epoca / You And The Night And The Music / My Love And I / Enjoy / Old Devil Moon

Felice Clemente: a gennaio il nuovo album "6:35 AM"

E' prevista per il 7 gennaio 2015 l'uscita del nuovo album firmato da Felice Clemente, dal titolo "6:35 AM", tramite la propria etichetta Crocevia di Suoni (distribuzione IRD). Si tratta di un traguardo importante per il sassofonista lombardo, che con l’uscita del suo decimo disco celebra la nascita della figlia, nata, appunto, alle 6:35 del mattino.

Il disco è stato registrato con la ritmica composta da Paolino Dalla Porta al contrabbasso, Massimo Manzi alla batteria, e con la partecipazione speciale di Daniele Di Gregorio alla marimba e al vibrafono.

A riguardo, Felice Clemente ha dichiarato: “Quest’avvenimento l’ho voluto fortemente tramutare in musica. E il mio decimo disco rappresenta, perciò, la volontà di cercare di andare oltre, senza adagiarmi su ciò che si è già fatto e sperimentato, “rischiando”, senza dare nulla per scontato, sia nelle composizioni, sia nelle strutture sia nei ruoli, mantenendo però intatti la missione e il desiderio di toccare le corde più sensibili dell'ascoltatore, attraverso la cantabilità e la liricità della melodia, supportate dalla varietà timbrica e ritmica".

more: www.feliceclemente.com

martedì 9 dicembre 2014

Cristina Donà: Live @ Orion, Ciampino (Roma) 08.12.2014

Orion Club, Ciampino, periferia romana. Fuori c’è un inverno che inizia a farsi sentire. Dentro c’è Cristina Donà, impegnata nel tour promozionale del recente album “Così vicini”. Terminata la parentesi intima e riservata del tour acustico è arrivata l’ora di attaccare i jack, scaldare gli amplificatori, elargire emozioni forti, senza sussurri e sfumature. Prima di partire per la serie di concerti, la Donà scrive sul suo profilo Facebook: «La valigia ancora da fare. Mi pare di ricordare quasi tutti gli accordi e le parole, però non credo di ricordare chi sono io, ma questo non è importante... Su quel palco sarò in mutazione costante alla ricerca di una personalità e di un nome... magari lo faremo assieme. Adoro il mio lavoro anche per questo». E sotto quel palco c’è chi l’adora, principalmente, per la sua complessa semplicità. Da sempre il suo linguaggio è fatto di parole silenziose e grida, carezze e graffi, e la tappa romana ne conferma le attitudini, ne ribadisce lo spessore e ne alimenta, forse, qualche rimpianto per quello che sarebbe potuto essere. “Settembre” e “Universo”, per l’occasione unita ad “Across The Universe”, cantate su equilibri sottili di percussioni e pianoforte alzano il livello di emozionabilità, “Invisibile” è densa e scura più che mai, “Torno a casa a piedi” riflette grinta a piene mani. Dal vivo i brani del nuovo album assumono una dimensione più importante, e qualcuno, forse, è destinato a rimanere in scaletta anche in futuro, come “Il senso delle cose”. La band è di quelle d’eccezione, con Saverio Lanza, Emanuele Brignola e Cristiano Calcagnile capaci di flettere con scioltezza a seconda degli scenari proposti, facendosi sfondo prezioso e, in certi casi, prendendosi la scena. Cristina Donà è autoironica, racconta aneddoti, gioca con i doppi sensi del kazoo, parla con il pubblico e, tra le tante divagazioni al limite del nonsense, dice cose importanti, molto importanti. Canta l’amore, narra storie andate storte, ma emana, soprattutto forza e positività a piene mani. Uscendo dall’Orion sbattiamo contro l’inverno, ma con il cuore gonfio di calore.

mercoledì 3 dicembre 2014

Agus Collective: Jazz indipendente

Agus Collective è l’esempio di come molto spesso la voglia di fare riesce a superare difficoltà di ogni genere, come la mancanza di finanziamenti pubblici e l’assenza di spazi idonei per la realizzazione delle idee. È un collettivo di musicisti, di base a Roma, uniti dal comune intento di fare musica dal buon livello qualitativo, con determinazione espressiva e senza compromessi

«Indipendentemente dai nomi e i cognomi di chi partecipa, Agus è un’idea e, dai risultati ottenuti, sembra essere una buona idea». Agus Collective è l’unione di un manipolo di musicisti spinti da un forte senso di gruppo, al punto che anche le dichiarazioni che ci hanno rilasciato sono tutte a firma collettiva. La loro iniziativa è nata quattro anni fa, dopo alcuni sporadici tentativi portati avanti in maniera individuale. Oggi producono un’operatività sistematica che realizza la rassegna Jazz Zone, che si tiene durante l’arco della stagione invernale, ogni giovedì sera, nello spazio sociale Il Cantiere, a Roma. La qualità della proposta musicale è un punto sul quale Agus non scende a patti, e le scelte operate dal singolo musicista sono viste come un’assunzione di responsabilità nei confronti del pubblico. Oltre ai concerti e allo scambio d’idee il fine della loro iniziativa è quello di: «Mettere i musicisti che hanno qualcosa da dire direttamente in contatto con un pubblico che abbia voglia di ascoltare, evitando intermediari spesso parassitari. Importante è anche il fine sociale di rendere chiunque in grado di potersi permettere un eccellente concerto senza spendere un patrimonio». Anche per loro il problema economico resta centrale: «Finché disponiamo di spazi per fare buona musica, finché siamo abbastanza credibili e coerenti da avere un pubblico che si fida delle nostre scelte e ci segue e finché possiamo contare sull’appoggio e la collaborazione di tanti eccellenti, spesso eccezionali, musicisti, ce la facciamo da soli. L’autogestione delle risorse è una condizione obbligata per noi, non una scelta politica; rivendichiamo un’esigenza espressiva, non un modello economico». Situazione non certo facile da gestire, soprattutto quando si opera in un momento culturale deficitario, sia per la propensione nel ricevere una determinata proposta artistica, sia nella considerazione generale del jazz e delle musiche lontane dai circuiti mainstream: «Troviamo che la responsabilità sia in primo luogo degli addetti ai lavori. Foraggiare musica idiota e stereotipata è una strategia di “addestramento” di un “pubblico-massa” fatto su misura per scopi commerciali, e questo provoca un abbassamento della qualità della musica in generale. Ma esiste anche un pubblico attento ed esigente, che è vitale per il musicista. Il musicista con la sua ricerca fa crescere la sensibilità del pubblico, tanto quanto il pubblico esigente aiuta la creatività del musicista. Quelle realtà che vogliono controllare, anziché stimolare, questo rapporto diretto, uccidono l’ambiente e le prospettive di crescita culturale». Musica di sicuro interesse, pubblico pronto nel ricevere proposte inedite, momenti di aggregazione, in una sorta di continuo fermento artistico rendono Agus come uno dei fenomeni di maggiore incisività nell’ambito jazzistico, e lo pongono come un esempio di presa di coscienza culturale e come un forte indizio di itinerario espressivo percorribile.

martedì 2 dicembre 2014

Bandzoogle insieme ad All About Jazz

Nuova collaborazione tra i due siti web

Bandzoogle, la piattaforma on line di riferimento per moltissime band e musicisti di tutto il mondo, ha annunciato una nuova collaborazione con All About Jazz. I musicisti membri di AAJ avranno delle agevolazioni riguardo ai servizi offerti da Bandzoogle, sia riguardo al discorso di marketing e pubblicità sia di vendita dei supporti. David Dufresne, CEO di Bandzoogle, ha dichiarato: «Siamo lieti di offrire i nostri servizi a prezzi accessibili ai musicisti e alle etichette che necessitano di una soluzione semplice, ma potente, per la costruzione di una presenza web professionale».

Bandzoogle

lunedì 1 dicembre 2014

Blue Note Records e Sonos annunciano una partnership esclusiva

Accordo raggiunto tra l’etichetta e l’azienda di Hi-Fi

La Blue Note Records e Sonos, l’azienda tra i leader mondiali nel settore di prodotti Home Audio Wireless, hanno annunciato un’esclusiva collaborazione in occasione dei settantacinque anni delle storica etichetta americana. È stato lanciato sulla piattaforma digitale di Sonos il Blue Note Channel, attraverso il quale gli ascoltatori posso ascoltare in streaming gli artisti presenti nel catalogo dell’etichetta. Inoltre è prevista anche una nuova applicazione per dispositivi mobili e altre novità che verranno annunciate in futuro.

www.bluenote.com/

venerdì 28 novembre 2014

WBGO Radio: Amy Niles nuovo direttore e CEO

Prende il posto di Cefa Bowles

La stazione radio americana WBGO 88.3 FM ha annunciato la promozione di Amy Niles come nuovo direttore e amministratore delegato. Si tratta del quarto in trentacinque anni di storia dell’emittente specializzata in musica jazz. Amy Niles ha stretto collaborazioni importanti per la radio, come con il Jazz at Lincoln Center, il Brooklyn Museum of Art e il Gateway Center di Newark. In merito al suo nuovo incarico ha dichiarato: «Sono incredibilmente entusiasta, e per il futuro continueremo a intraprendere e realizzare grandi cose».

giovedì 27 novembre 2014

Kenny Garrett: nuovo incarico alla William Paterson University

È il direttore del programma Jazz Studies

Il sassofonista e compositore Kenny Garrett è il nuovo direttore del programma Jazz Studies alla William Paterson University di Wayne, nel New Jersey. Garrett diventa il quinto musicista nella storia a dirigere questo speciale corso, fondato nel 1973 e tra i più prestigiosi degli Stati Uniti, dopo Thad Jones, Rufus Reid, James Williams e Mulgrew Miller. Il programma, oltre agli attestati di jazz, offre la possibilità di specializzazione in audio recording, educazione musicale e music management.

mercoledì 26 novembre 2014

Jøkleba: Outland (ECM, 2014)

Per Jørgensen (tr, voc, kalimba, fl); Jon Balke (electronics, pf); Audun Kleive (electronics, batt, perc)

“Outland” è il debutto su etichetta ECM del trio norvegese Jøkleba, attivo da diversi anni e apprezzato per i precedenti episodi discografici sia dal pubblico sia dalla critica internazionale. In scaletta troviamo quattordici tracce, alcune delle quali sono dei brevi frammenti della durata di due minuti o poco meno, nelle quali il trio mette insieme una musica basata sull’interazione di piccoli segmenti di suono, tra innesti elettronici, melodie accennate di pianoforte, tromba e voicing. Ne viene fuori un contesto formalmente prossimo alla totale libertà espressiva, ma coerente a un processo di costruzione sonora in continuo divenire, che dà luogo a risultati spiazzanti. Il trio agisce facendo leva su pause e dilatazioni temporali, che riflettono l’intenzione concettuale di “Outland”, lavoro che si ispira alla perdita di coscenza della mente umana, come descritto nei testi di Sylvia Plath, Laura Restrepo, Guy de Maupassant, Sadegh Hedayat e Ken Kesey, ai quali si riferiscono i titoli dei brani.

Vridd 1 / Bell Jar / Blind Owl / Beyond The Glass / The Nightwood / Rodion / Horla / Vridd 2 / Tremens / Brighton / One Flew Over / Curious Incident / Below The Vulcano / Vridd 3

martedì 25 novembre 2014

ECM Records: nuove rimasterizzazioni

Quindici titoli per iTunes

La ECM Records ha annunciato che, con effetto immediato, saranno disponibili quindici titoli rimasterizzati per la piattaforma digitale iTunes. Il lavoro sulla prima lista di album, dove troviamo incisioni come “Sleeper” di Keith Jarrett, “Tabula Rasa” firmato Arvo Pärt e “Mutations” di Vijay Iver, è stato supervisionato da Manfred Eicher, il quale ha dichiarato: «È stato particolarmente interessante lavorare sulle sorgenti analogiche degli album più vecchi e riuscire a ottenere un ottimo risultato anche a 24 bit».

more: ECM

lunedì 24 novembre 2014

Steinway & Sons: “Live From The Factory Floor Series”

Jason Moran apre la nuova serie di uscite discografiche

La prestigiosa ditta di pianoforti Steinway & Sons ha lanciato una nuova serie di registrazioni discografiche denominata “Live From The Floor Factory”. Si tratta di performance dal vivo che avranno luogo, con frequenza trimestrale, nella fabbrica della società a New York City. Il primo nome in catalogo è quello di Jason Moran, e l’obiettivo è quello di registrare i pianisti che si esibiscono nel mondo utilizzando i pianoforti della società. Michael Sweeney, presidente di Steinway, ha definito l’incontro con Moran come: «Un avvenimento magico, che nessuno di noi dimenticherà».

more: http://www.steinway.com/

venerdì 21 novembre 2014

Frank Morgan: Sound Of Redemption Documentary

La vita del sassofonista in una pellicola diretta da N.C. Heikin

Sound Of Redemption è il nuovo documentario, diretto da N.C. Heikin, sulla vita del sassofonista Frank Morgan, venuto a mancare nel 2007. La pellicola è stata presentata durante il Los Angeles Film Festival, ed ha riscontrato pareri favorevoli da parte di pubblico e critica. Quella di Morgan non è stata una vita facile, e “Little Frank”, come era soprannominato da Charlie Parker, ha avuto spesso a che fare con storie di droga che ne hanno ostacolato la carriera. Heikin indaga, in ottantaquattro minuti, gli aspetti di un talento mai del tutto sbocciato.

Frank Morgan

giovedì 20 novembre 2014

Sean Jones nominato direttore del Brass Department di Berklee

Prende il posto del trombonista Tom Plsek

Il Brass Department del Berklee College of Music di Boston ha un nuovo direttore: si tratta del trombettista Sean Jones, che prende il posto del trombonista Tom Plsek in carica negli ultimi venticinque anni. Il presidente di Berklee Roger H. Brown ha dichiarato in merito: «Siamo molto felici di accogliere Sean alla nostra famiglia, certi che il suo contributo sarà decisivo per la formazione dei futuri musicisti». Appena dopo la nomina Jones si è detto: «Onorato di aver ricevuto una così grande opportunità. Mi sembra di vivere un momento surreale».

more: Berklee College of Music

mercoledì 19 novembre 2014

Made in New York Jazz Competition insieme a Kawai America

Rinnovato l’accordo di sponsorizzazione

Per il secondo anno consecutivo si rinnova la collaborazione tra gli organizzatori del contest Made in New York Jazz Competition e la Kawai America Corporation, la ditta giapponese specializzata nella costruzione di pianoforti e tastiere. Ad annunciarlo è stato Mikhael Brovkin, responsabile del contest on-line, che si è detto: «Entusiasta di avere un brand così importante come sponsorizzazione della nostra giovane realtà». Al vincitore di questa nuova edizione andrà, oltre a un premio in denaro, anche un piano Kawai MP11.

more: http://madeinnyjazz.com/

martedì 18 novembre 2014

Vito Liturri Trio: in uscita "After The Storm" (Dodicilune/Ird)

Giovedì 27 novembre esce in Italia e all’estero, nel circuito IRD e nei principali store digitali, "After The Storm", il nuovo progetto discografico del Vito Liturri Trio, prodotto dall’etichetta pugliese Dodicilune. Il pianista e compositore barese è affiancato dal contrabbassista Marco Boccia e dal batterista Lello Patruno.

more: dodicilune

lunedì 17 novembre 2014

João Lencastre's Communion: esce oggi "What is this all about?"

Esce oggi tramite Auand Records, con ditribuzione Goodfellas, il nuovo lavoro targato João Lencastre's Communion dal titolo "What is this all about?". Questa la scaletta: 01 View Over the Palace / 02 The House of Fun / 03 Kubrick / 04 The Game / 05 Opus 39, N. 9 / 06 Whai is This all About? / 07 Lucky River / 08 Picture / 09 Alma.

Alle regitrazioni, oltre a João Lencastre (batteria), hanno preso parte: David Binney (alto); Phil Grenadier (tromba); Jacob Sacks (pianoforte); André Matos (chitarra); Thomas Morgan (contrabbasso). Ospiti: João Lencastre (batteria e synth #4); Sara Serpa (voce in #2,#3); Tiago Bettencourt (voce in #1,#2,#3); Ary (modular synth efx in #1,#2); Benny Lackner (Wurlitzer in #4).

more: Auand Records

venerdì 14 novembre 2014

"Miles Ahead": il film su Miles Davis di Don Cheadle

Miles Ahead, il film diretto da Don Cheadle sulla vita di Miles Davis, è finalmente pronto. Il percorso per la realizzazione della pellicola, e della necessaria raccolta dei fondi, non è stato tra i più semplici. Viste le difficoltà, lo scorso mese di giugno, Don Cheadle ha avuto l’intuizione di mettere in piedi una campagna di crowdfunding attraverso il sito Indiegogo, che in poco tempo ha ottenuto il risultato sperato di oltre trecentomila dollari. Una cifra considerevole, che ha permesso al regista, al debutto dietro la cinepresa dopo aver costruito la sua fama come attore e produttore cinematografico, di portare a compimento questa idea, che a suo avviso: «Non poteva seguire un percorso di produzione tradizionale. Un film come questo è rivolto a un pubblico di nicchia, perché, anche se Miles Davis è molto conosciuto, il jazz rimane al di fuori del circuito mainstream». Don Cheadle sta pensando al film da circa dieci anni, anche se la sua passione per Miles Davis è iniziata da quando era bambino, come ha recentemente dichiarato: «La sua musica è stata sicuramente una parte della mia vita, grazie soprattutto ai miei genitori. Inoltre, sono stato fortunato, quando andavo a scuola, ad avere insegnanti di musica che ci hanno introdotto al jazz. In quinta elementare ho iniziato a suonare il sax ed ero un fan di Charlie Parker e Cannonball Adderly. È attraverso Cannonball che ho poi trovato la via verso Miles». Ma Miles Ahead non è il solito film biografico, che ripercorre la vita dell’artista in una sequenza temporale. Don Cheadle, in fase di presentazione, ha spiegato che si tratta: «Di una sorta di gangster movie, nel quale lo stesso Miles avrebbe voluto recitare. Del resto Miles è sempre stato protagonista della propria storia. Non volevo realizzare il classico film biografico, ma riflettere nella pellicola il suo stesso approccio musicale, sempre rivolto alla stretta attualità e alle ipotesi future. Se oggi fosse vivo, probabilmente, starebbe collaborando con artisti come Jay Z e Skrillex». L’idea principale è stata quella di raccontare una storia non strettamente legata al jazz, ma di mettere in risalto anche il profilo umano di una persona. L’attenzione del regista si è focalizzata, oltre che sul controverso rapporto con la ballerina francese Frances Taylor, su un particolare periodo, quello relativo all’isolamento artistico e al ritorno alle scene, sul finire degli anni Settanta, in un momento della sua vita particolarmente difficile e tormentato. In fase di realizzazione sono stati decisivi i supporti dei famigliari di Miles, delle case discografiche Sony e Columbia, di Herbie Hancock per la scelta delle musiche per la colonna sonora e di Robert Glasper, autore di alcuni brani originali, appositamente scritti per il film. Per la stesura Don Cheadle, che interpreterà Miles, è stato supportato da Steve Baigelman, mentre tra gli altri attori protagonisti troviamo i nomi di Ewan McGregor e Michael Stuhlbarg.

giovedì 13 novembre 2014

Marcin Wasilewski Trio w/ Joakim Milder: Spark Of Life (ECM, 2014)

Marcin Wasilewski (pf); Slawomir Kurkiewicz (cb); Michal Miskiewicz (batt); Joakim Milder (ten)

Nella nuova uscita per ECM “Spark Of Life”, il trio capitanato dal pianista Marcin Wasilewski si avvale della collaborazione del sassofonista svedese Joakim Milder. Ne deriva un album dal forte senso lirico, giocato essenzialemente sul fattore melodico dei brani, sempre cantabili e suonati in maniera lineare ed equilibrata. L’iniziale Austin, dedicata alla memoria del giovane musicista Austin Peralta (http://en.wikipedia.org/wiki/Austin_Peralta), è svolta in trio, e riflette la capacità di Wasilewski di suonare temi che prendono forma e consistenza con calma, nel pieno rispetto delle dinamiche e delle geometrie d’insieme. Milder è chiamato a espandere le capacità timbriche del gruppo, svolgendo sia un ruolo da solista melodioso ed estremamente fluido negli interventi, sia da elemento di dialogo per il leader. Oltre ai brani originali troviamo in scaletta anche una personale rilettura di Message In A Bottle di Sting.

Ausitn / Sudovian Dance / Spark Of Life / Do rycerzy, do szlachty, do mieszczan / Message In A Bottle / Sleep Safe And Warm / Three Reflections / Still / Actual Proof / Largo / Spark Of Life

mercoledì 12 novembre 2014

Francesco Negro Trio: Apettando il tempo (Silence Records, 2014)

Francesco Negro (pf); Igor Legari (cb); Ermanno Baron (batt)

Il trio guidato da Francesco Negro si era già distinto nel precedente lavoro in studio “Silentium” (Alfa Music, 2012), e con il nuovo “Apettando il tempo” conferma le buone impressioni riscontrate in quella occasione, mettendo in evidenza un’acquisita presa di coscienza delle proprie possibilità. Questo perché la scrittura del leader riflette un’ampia apertura di possibilità espressive, che spaziano, con estrema flessibilità formale, da temi chiari ed esposti in maniera diretta a situazioni pià introspettive e articolate, da movimenti eleganti, giocati su millimetrici equilibri timbrici, ad altri costruiti in maniera più isitintiva. Francesco Negro si ritaglia spesso un ruolo cardine negli ingranaggi dell’intero lavoro, composto da sette brani originali con l’aggiunta, in chiusura di scaletta, della monkiana Trinkle Tinkle. Inoltre, c’è da sottilineare anche la concettualità dell’album, basata sull’ideale unione degli elementi di tempo, spazio ed energia, che nel lavoro grafico, messo a punto da Luigi Partipilo in un particolare packaging con all’interno dei lucidi sovrapposti, si evidenzia nell’interazione dei colori giallo, rosso e blu, ognuno dei quali associato a un musicista del trio.

Aspettando il tempo / Il triangolo del cerchio / Sky Is High / Frammento III / Apettando il tempo – parte seconda / Il piccolo principe / Apettando il tempo – parte terza / Trinkle Tinkle

http://www.francesconegro.it/

martedì 11 novembre 2014

Alessandro Lanzoni: il nuovo album "Seldom" in uscita il 18 novembre

Alessandro Lanzoni pubblicherà il nuovo album "Seldom" su etichetta CAM Jazz (distr. Goodfellas) il prossimo 18 novembre. Il disco, registrato col suo trio composto da Matteo Bortone al contrabbasso ed Enrico Morello alla batteria, vede la partecipazione straordinaria del trombettista americano Ralph Alessi.

Si tratta di un nuovo convincente passo avanti per il ventiduenne pianista, che con il nuovo album dimostra una notevole maturazione sia tecnica sia espressiva. La vittoria al Top Jazz 2013 come miglior nuovo talento, avvenuta dopo la pubblicazione dell’album "Dark Flavour", è stata seguita da un’intensa attività live che ha permesso a Lanzoni di focalizzare appieno i nuovi brani prima dell’incisione. Con Ralph Alessi si è subito instaurata una perfetta sintonia musicale nonostante non avessero mai suonato assieme in precedenza.