lunedì 29 settembre 2014

Stefano Bollani: “Joy In Spite Of Everything” [ECM Records, 2014]

Stefano Bollani (pf); Bill Frisell (ch); Mark Turner (ten); Jesper Bodilsen (cb); Morten Lund (batt)

Registrato agli Avatar Studios di New York nel giugno 2013, “Joy In Spite Of Everything” è l’album che segna l’incontro in casa ECM tra il Danish Trio di Stefano Bollani e due tra i più grandi protagonisti del jazz contemporaneo, come Bill Frisell e Mark Turner. La scaletta si compone di otto passaggi, ognuno dei quali porta con sé diversi motivi d’interesse. Easy Healing è un brano, di quasi dieci minuiti, dalla melodia cantabile con sfumature latin, dove la band si esprime attraverso un lineare movimento d’insieme. No Pope No Party mette maggiormente in risalto le singole personalità, di interpreti abituati a ricoprire ruoli di primo piano, con una sequenza di assoli carica di valori espressivi. Las hortensias descrive ambientazioni malinconiche e chiaroscurali, su dinamiche giocate in punta di sfumature timbriche. L’occupazione dello spazio espressivo risulata molto equilibrata e Bollani, che alcuni anni fa dichiarò di sentirsi «abbastanza condizionato nel registrare con Manfred Eicher, perché è un produttore che entra nella musica che fai», prende spesso il largo dalle atmosfere che solitamente segnano i lavori editi dall’etichetta tedesca, mostrando la consueta duttilità pianistica.

Easy Healing / No Pope No Party / Alobar e Kudra / Las hortensias / Vale Teddy / Ismene / Tales From The Time Loop / Joy In Spite Of Everything

sabato 27 settembre 2014

Cristina Donà: "Così Vicini - Special Acoustic Tour"

Subito dopo l’uscita del suo nuovo album “Così Vicini”, entrato al n. 7 della classifica top album di iTunes, Cristina Donà torna sui palchi con alcuni eventi live in versione acustica. La cantautrice sarà affiancata sul palco dal musicista e produttore Saverio Lanza, in particolari e inconsueti concerti-storytelling, attraverso i quali racconterà il nuovo lavoro in maniera diversa, più intima.

Di seguito la date dello Special Acoustic Tour:

04 OTTOBRE - REGGIO EMILIA - Dinamo / 13 OTTOBRE - TRENTO - Teatro Sanbàpolis / 16 OTTOBRE - CONEGLIANO (TV) - Apartamento Hofman / 17 OTTOBRE - SANTA MARIA A VICO (CE) - Smav / 18 OTTOBRE - LECCE - Officine Cantelmo / 19 OTTOBRE - SAN GINESIO (MC) - Teatro Leopardi / 21 OTTOBRE - SASSARI - Ottobre in Poesia / 22 OTTOBRE - FIRENZE - Sala Vanni / 23 OTTOBRE - GENOVA - Teatro Claque / 24 OTTOBRE - BRIGNANO GERA D’ADDA (BG) - In fondo all’anima@Palazzo Visconti / 25 OTTOBRE - MANTOVA - Viva Live @ Arci Tom / 31 OTTOBRE - BARI - Medimex Fiera del Levante /

Inoltre, a fine anno, Cristina Donà tornerà nei locali delle principali città italiane per il Tour Elettrico con la band al completo. Queste le prime date in programma:

27 NOVEMBRE - MILANO - Salumeria della Musica / 06 DICEMBRE - BRESCIA - Latteria Molloy / 07 DICEMBRE - PADOVA - Circolo Mame / 08 DICEMBRE - ROMA - Orion / 13 DICEMBRE - BOLOGNA - Locomotiv / 18 DICEMBRE - RAVENNA - Bronson / 21 DICEMBRE - TORINO – Hiroshima /

venerdì 26 settembre 2014

Branford Marsalis to release “In My Solitude: Live at Grace Cathedral”

Branford Marsalis will release "In My Solitude: Live at Grace Cathedral", his first solo album, Oct. 21 on Marsalis Music via OKeh Records. Recorded Oct. 5, 2012, the album was cut live at the San Francisco landmark and features Marsalis on soprano, alto and tenor saxophones. The cathedral was the site of one of Duke Ellington’s Sacred Concerts in the ’60s and, since 1983, home to recitals of the annual San Francisco Jazz Festival.

more: http://www.branfordmarsalis.net/

giovedì 25 settembre 2014

Gianluca Petrella - 103 Ep (Electronique.it Records, 2014)

Esce su vinile da 180g, edito dalla Electronique.it Records, “103 EP” di Gianluca Petrella. Si tratta di quattro brani dove il trombonista si imbatte nelle orbite della musica elettronica, suonando su tappeti ambient e su un’intelaiatura sintetica dove può esprimenrsi liberamante, sia con melodie cantabili, sia con interventi più introspettivi. Con questo lavoro Petrella continua il suo instancabile lavoro di ricerca sonora, tra jazz in senso stretto e sprimentalismo, innescando connessioni che tirano in ballo il rapporto tra musica e immagini e ipotesi inattese di sviluppo espressivo. In copertina, un dipinto di montagna realizzato dal pittore svizzero Conrad Jon Godly.

mercoledì 24 settembre 2014

Franco Ferguson & The Amazing Improring: 28 settembre

Tornano gli appuntamenti con gli Amazing Improring organizzati dal collettivo Franco Ferguson. Domenica 28 settembre, presso li MONK CLUB di Via Giuseppe Mirri, 35 (Roma), saliranno sul palco: Federico Leo * Gabriele Evangelista * Ginomaria Boschi * Eugenio Colombo * Beppe Scardino * Giuliano Ferrari * Andrea Colella * Errico De Fabritiis * Marco Colonna * Emanuele Tomasi * Riccardo Gola * Gabrio Baldacci * Marco Cerri Ciommei * Ettore Fioravanti * Igor Legari * Simone Massaron * Alberto Popolla * Federico Scettri * Roberto Raciti * Luca Venitucci * Peppe D'Argenzio * Tony Cattano * Fabrizio Spera * Jack D'Amico * Henry Cook * Daniele Paoletti * Gianfranco Tedeschi * Sebastiano Forte * Marco Bonini * Marta Raviglia * Gregory Burk * Ludovica Manzo * Nicola Alparone * Angelo Olivieri * Pietro Santangelo * ChaRles FerRis * Ciro Riccardi * Marcello Giannini * Massimo Imperatore * Umberto Lepore * Ron Grieco * Stefano Costanzo * Salvatore Rainone * Paola Fecarotta * Mauro Pallagrosi * Giovanni Lo Cascio.

more: http://francoferguson.com/dom-28-settembre-al-monk-improring-returns/

martedì 23 settembre 2014

Dino Rubino: “Kairòs” (Tŭk Music, 2014)

Dino Rubino (pf); Giuseppe Mirabella (ch); Riccardo Fioravanti (cb); Adam Nussbaum (batt); Angelo Bonaccorso (corno francese); Emanuele Giunta (corno francese); Vincenzo Paratone (tbn); Gaetano Cristofaro (cl b)

“Kairòs”, dopo “Zenzi” del 2012, è il secondo album che Dino Rubino pubblica attraverso la Tŭk Music di Paolo Fresu, etichetta con un’attenzione perticolare alla qualità dei progetti da proporre. Anche in questa occasione non mancano i motivi d’interesse, dal momento che gli undici brani in scaletta rimandano a diverse ambientazioni stilistiche e si muovono con meccanismi formali mutevoli. Ci sono le atmosfere melanconiche di Algos, alle quali si contrappongono quelle più solari di Agape, troviamo alcuni inserti che rimandano al mondo del rock, altri al soul e c’è, soprattutto, il pianismo del leader. I suoi interventi sono piegati verso la cantabilità delle melodie, che si rivelano spesso lineari e di immediata assimilazione. Al suo fianco si muove una formazione dalla grande varietà timbrica, con la presenza in lune up anche di una sezione fiati composta da trombone, clarinetto basso e due corni francesi. Nel booklet, oltre a una poesia di Giuseppe Rubino, è riportata una frase di San Francesco d’Assisi, che riflette le diverse luci emanate da “Kairòs”: «Ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza d’anima e di corpo».

Departure / Pellicano / Rain / Kairòs / Grounding / Getsèmani / Algos / Agape / Barabba / Fratello / Frenesia d’una notte

lunedì 22 settembre 2014

Ananda Gari: “T-Duality” (Auand Records, 2014)

Tim Berne (alto); Rez Abbasi (ch el); Michael Formanek (cb); Ananda Gari (batt)

“T-Duality” è l’album dove il batterista Ananda Gari mette in pratica le esperienze accumulate in questi ultimi anni, attraverso i vari lavori da side-man intrapresi con Stefano Battaglia e Mark Turner. Per il suo quartetto ha scelto di avvalersi della presenza in studio di musicisti di grande levatura, come Rez Abbasi, Michael Formanek e Tim Berne. Al sassofonista sono affidati gran parte degli esiti espressivi della scaletta proposta, fatta di sette tracce autografate dal leader. Berne si trova spesso in primo piano, sia nelle situazioni melodicamente lineari, sia quando è chiamato a intrattenersi su sonorità più angolari e aspramente free. L’equilibrio tra questi due aspetti è al centro del discorso formale dell’intero lavoro che, come già si può intuire dal titolo, vuole riflettere una sorta di simmetria tra due diversi approcci. Composizione e spazi improvvisativi trovano momenti di giusta alternanza, in un album che vive sugli ingranaggi d’insieme, ma anche di ficcanti momenti in solo, come quello di Rez Abbasi in Never Late.

Trucks / Never Late / Are You Kidding Me? Intro / Are You Kidding Me? / Fields / Last Drops / Don’t Forget To Pet Your Cat

venerdì 19 settembre 2014

Manu Katché: “Live In Concert” (ACT, 2014)

Manu Katché (batt); Luca Aquino (tr); Tore Brunborg (sax, synth); Jim “James” Watson (pf, Hammond B3)

Registrato al New Morning di Parigi nel giugno 2014, “Live In Concert” testimonia una tappa del percorso di live performance intrapreso dal quartetto capitanato da Manu Katché, completato da musicisti di spessore assoluto come Tore Brunborg , Jim “James” Watson e Luca Aquino. A riguardo il trombettista italiano ci ha racconatto che: «Anche dopo centocinquanta concerti con questo bel quartetto sembra sempre di suonare insieme per la prima volta. All’inizio è stata dura, perché venivo da due anni di free col mio progetto in solo tromba “Icaro Solo”, mentre Katché non predilige la musica improvvisata, ma poi ho scoperto un mio diverso approccio, più contenuto e circolare. Questa registrazione ha chiuso un po’ un ciclo, ma è anche uno slancio verso nuove sonorità. Manu Katchè mi ha insegnato tanto e, di riflesso, anche i miei progetti sono cresciuti. Ora è tutto più chiaro e amo il free più di prima». Ma oltre ad Aquino la registrazione vede protagonista anche Tore Brunborg al sax, capace di tradurre al meglio le melodie che segnano la scaletta di questo lavoro. Si tratta di brani firmati da Katché, che lo vedono protagonista sia come ingranaggio fondamentale nelle geometrie d’insieme, sia perfetto e ispirato solita in alcune riprese. Melodia e cantabilità dei temi sono al centro del discorso espressivo, come nell’iniziale Pieces Of Emotion, ma si riscontrano anche situazioni melanconiche e intime, come quelle descritte in Song For Her, che rendono la giusta alternanza all’ascolto. In copertina un particolare tratto da un’opera senza titolo di Katharina Grosse.

Pieces Of Emotion / Shine And Blue / Song For Her / Loving You / Clubbing / Springtime Dancing / Walking By Your Side / Beats And Bounce / Drum Solo / Snapshot

giovedì 18 settembre 2014

Mirabassi e Taufic: nuovo disco e concerto 8 ottobre 2014

Um Brasil diferente è il titolo del nuovo progetto discografico del clarinettista Gabriele Mirabassi e del chitarrista Roberto Taufic, prodotto dall’etichetta salentina Dodicilune e distribuito in Italia e all’estero da IRD. Il disco sarà presentato mercoledì 8 ottobre (data dell’uscita ufficiale) con un concerto nel Teatro Studio dell’Auditorium Parxo della Musica di Roma.

Track List: 1 - Jongo de compadres (Guinga, Aldir Blanc, Simone Guimaraes) 2 - O mar nos teus olhos (Roberto Taufic) 3 - Maxixando (Roberto Taufic) 4 - As Rosas Não Falam (Cartola) 5 - Quem te viu, quem te vê (Chico Barque) 6 - Valsinha pra Duda (Roberto Taufic) 7 - Desalento (Chico Barque / Vinicius de Moraes) 8 - Violão Vadio (Baden Powell / Paulo Cesar Pinheiro) 9 - Tempo feliz (Baden Powell / Vinicius de Moraes) 10 - Desprezado (Pixinguinha) 11 - Arrivederci e grazie (Gabriele Mirabassi) 12 - Noite (Nelson Ayres) 13 - Suburbano Coração (Chico Barque)

Personnel: Gabriele Mirabassi - clarinetto; Roberto Taufic - chitarra classica.

Prodotto da Gabriele Rampino per Dodicilune Edizioni Label Manager Maurizio Bizzochetti Registrato nel maggio 2013 presso lo Studio Promidia, Natal (Rn) Brasile Mixato e masterizzato nell'aprile 2014 presso lo Studio Promidia, Natal (Rn) Brasile Sound Engineer Eduardo Taufic Cover Foto Roberto Taufic Foto di Marta Picciché, Domenico Del Giudice

martedì 16 settembre 2014

Steve Swallow – Ohad Talmor – Adam Nussbaum: “Singular Curves” Auand Records, 2014

Steve Swallow (b el); Ohad Talmor (ten); Adam Nussbaum (batt)

C’è molto spesso il tenore di Ohad Talmor nei primi piani espressivi di “Singular Curves”, l’album, edito dalla sempre attenta Auand Records, realizzato in trio con Steve Swallow al basso elettrico e Adam Nussbaum alla batteria. Un lavoro che dal punto di vista sia stilistico sia formale trova diverse diramazioni, rimanendo sempre in bilico tra movimenti free e passaggi cantabili, melodie lineari e mosaici che rimandano all’idea di astrattismo sonoro. Il lavoro, registrato in un’unica seduta nel giugno 2012, si compone di tredici brani, per quasi un’ora di durata. Molte sono tracce originali, alle quali sono state aggiune delle rivisitazioni personali di alcuni brani. È il caso di Ups And Downs, firmata da Carla Bley, già in passato incisa da Swallow con la pianista, che vede Talmor esprimersi con un lirismo profondo e attraverso lunghi soli. “Singular Curves” va assaporato nella sua interezza, dal momento che la scaletta riserva continue tangenti espressive, fino al conclusivo standard You Go To My Head, carico di melanconia, classe ed eleganza.

It Did / Ups And Downs / Carolina Moon / Get Lost / Then Again / Meli Melo / Now Four 2 / 7 Things / Parallel Fifhts / Flight To Missoula / Anything You Want / Warp / You Go To My Head

lunedì 15 settembre 2014

Alexanderplatz: riapre giovedì 18 settembre

Giovedì 18 settembre riapre l’Alexanderplatz di Roma. Dopo le note vicissitudini estive, per le quali ha rischiato la chiusura, lo storico jazz club di via Ostia riapre per la trentunesima stagione i battenti, ospitando i grandi nomi del jazz italiano e internazionale. In cartellone, segnaliamo: Danilo Rea, in piano solo, giovedì 18; venerdì 19 il quartetto di Stefano Di Battista, con ospiti attesi, propone un omaggio al mondo femminile con “Woman’s Land”, mentre sabato 20 il sassofonista Mauro Zazzarini presenta il suo nuovo album.

more: http://alexanderplatzjazzclub.com/

venerdì 12 settembre 2014

Rosario Giuliani Quartet: Roma Summer Festival 09.09.2014

Nell'ambito di un'estate romana povera di appuntamenti jazzistici di rilievo, si è distinta la programmazione del Roma Summer Jazz, organizzato in quel di via Margutta e capace di presentare un cartellone con giovani promesse e nomi affermati. Tra questi Rosario Giuliani che, insieme al suo quartetto completato da Roberto Tarenzi al pianoforte, Luca Fattorini al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria, ha dato forma a una performance emozionante, carica di lirismo e forza dinamica.

giovedì 11 settembre 2014

C’mon Tigre: “C’mon Tigre” (Autoprodotto, 2014)

Il duo C’mon Tigre arriva alla pubblicazione del primo album omonimo dopo aver realizzato le musiche per il film “Federation Tunisienne de Football”. La loro miscela musicale, qui esposta in tredici tracce, muove verso territori molto personali, fatti di riff ossessivi, melodie orientaleggianti, continui cambi di scenario stilistico e unione di strumentazione analogica ed elettronica. A contribuire a questa sorta di mosaico intervengono i molti musiciti ospiti, tra i quali citiamo Eusebio Martinelli, Rocco Favi e Malik Ousmane. Nell’insieme l’album si lascia ascoltare con rinnovata curiosità, in quanto le tangenti espressive intraprese portano sempre verso situazioni inattese. La costruzione di questo lavoro è avvenuta attraverso due anni di viaggi e collaborazioni in giro per il mondo, e dunque da ispirazioni provenienti da più latitudini, che hanno portato dentro la musica dei C’mon Tigre forme inconsuete e in continuo divenire.

Rabat / Federation Tunisienne De Football / Fan For A Twenty Years Old Human Being / A World Of Wonder / C'mon Tigre / December / Commute / Queen In A3 / Life As A Preened Tuxedo Jacket / Building Society - The Great Collapse / Building Society - Renovation / Welcome Back Monkeys / Malta (The Bird And The Bear)

mercoledì 10 settembre 2014

Boris Savoldelli: nuovo album con Garrison Fewell

In uscita il 25 settembre per l'etichetta CNM, "Electric Bat Conspiracy" è l'album che segna la collaborazione tra Boris Savoldelli e Garrison Fewell. La scaletta prevede dieci capitoli musicali, equamente divisi tra brani originali e brani storici del songbook americano, come Softly As In A Morning Sunrise e Perfect Day di Lou Reed.

more info: www.borisinger.eu

martedì 9 settembre 2014

Roma Summer Jazz Festival: il 9 settembre Rosario Giuliani Quartet

Stasera, martedì 9 settembre, nell'ambito del Roma Summer Jazz Festival, salirà sul palco il sassofonista Rosario Giuliani, insieme al suo quartetto completato da Roberto Tarenzi al pianoforte, Luca Fattorini al contrabbasso e Marco Valeri alla batteria. La formazione presenterà i brani tratti dal recente album "Images”. Appuntamento alle 21:30 nell storico cortile di Via Margutta 51a, a Roma, luogo noto ai più per il film “Vacanze Romane” con Gregory Peck e Audrey Hepburn. (ingresso 12 euro).

lunedì 8 settembre 2014

Massimiliano Rolff: “Scream!” (Blue Art, 2014)

Massimiliano Rolff (cb); Fabio Giachino (pf); Nicola Angelucci (batt); Caldero (perc)

“Scream!” è per Massimiliano Rolff è il quarto album da leader, edito dall’etichetta Blue Art, che ne conferma tutte le buone impressioni finora raccolte nel suo processo di maturazione artistica. Dello stesso avviso sembra essere Enrico Rava, che nella nota di copertina scrive: «Bassista puntuale e dotato di grande sensibilità, in questo album dimostra di aver raggiunto una notevole maturità anche come compositore e leader». Delle nove tracce in scaletta sette portano la firma di Rolff, e denunciano il suo amore per le melodie cantabili, come quella dell’iniziale Scream Theme, e per le atmosfere sospese e vagamente malinconiche, come Far Away Your Eyes. Il supporto di Fabio Giachino al pianoforte risulta fondamentale per la componente espressiva di questo lavoro, mentre la ritmica di Nicola Angelucci e di Caldero, flessibile e discreta, crea l’esatta impalcatura formale ad ogni passaggio. Godibile e ricercata la rivisitazione di Bye-Ya dal repertorio di Thelonious Monk.

Scream Theme / Far Away Your Eyes / The Space In Between / The Shadow Of Russel Jones / Bye-Ya / Three Golden Paths / Focus / Ton Do / Someone To Watch Over Me

venerdì 5 settembre 2014

Kekko Fornarelli: on line il documentario di "Outrush"

E' on line su YouTube, e sulla pagina Facebook di Kekko Fornarelli, "Outrush – the documentary", il documentario, diretto da Nikita Shatsior, sul nuovo disco del pianista barese. L'album, edito da Abeat Records, si sviluppa su otto brani originali. Ogni traccia è un moto emotivo calibrato da crescendo e diminuendo continui che si innestano sulle dinamiche timbriche del pezzo. Contrabbasso e batteria (Giorgio Vendola e Dario Congedo), non si accontentano di intelaiare la base ritmica ma ricercano continuamente di colorare i brani attraverso la scelta di timbri e suoni particolari.

giovedì 4 settembre 2014

Francesco Bearzatti & The Bears: “Live In France” (Parco della Musica Records, 2014)

Francesco Bearzatti (ten, cl); Eric Surmenian (cb); Manhu Roche (batt)

Registarto presso lo Chateau de Grignan il primo novembre 2006, “Live In France” testimonia una prestazione dal vivo del trio capitanato da Francesco Bearzatti con Eric Surmenian al contrabbasso e Manhu Roche alla batteria. L’idea di riprendere in mano questo materiale dopo tanto tempo è arrivata nel momento in cui, riascoltandolo, i musicisti si sono resi conto della validità espressiva della performance, al punto che lo stesso Bearzatti ha dichiarato che: «Si è trattato di una serata magica, con un’intesa incredibile tra di noi». Sensazioni che traspaiono nette durante l’ascolto delle sette tracce in scaletta, nelle quali si incontrano momenti votati alla linearità melodica, vedi l’iniziale G Train, aperture klezmer, come in Contact, e un forte senso di coesione tra gli interpreti. Nel missaggio finale sono stati lasciati gli applausi, i commenti e alcuni rumori ambientali provocati dal pubblico, che rendono il tutto ancora più vicino all’atmosfera della serata. Il dipinto riprodotto in copertina è firmato da Manhu Roche.

G Train / Sonny Is Free / Segment / Mister PM / Rue de Nanette / Contact / Big Lips

mercoledì 3 settembre 2014

Paolo Benvegnù: esce il 17 ottobre "Earth Hotel"

"Earth Hotel" è il titolo del nuovo album di Paolo Benvegnù in uscita il prossimo 17 ottobre, sia in formato fisico (cd e vinile in edizione limitata e numerata) sia digitale per l’etichetta Woodworm Music con distribuzione Audiglobe.

Il tour di presentazione del nuovo disco partirà alla fine di ottobre e toccherà le maggiori città italiane.

martedì 2 settembre 2014

Aphex Twin: in uscita il nuovo album "Syro" su Warp Records

E' prevista per il 22 settembre l'uscita del nuovo album di Aphex Twin dal titolo "Syro" via Warp Records.

Questa la tracklist annunciata dall'etichetta: 01. minipops 67 [120.2][source field mix] 02. XMAS_EVET10 [120][thanaton3 mix]03. produk 29 [101]04. 4 bit 9d api+e+6 [126.26] 05. 180db_ [130]06. CIRCLONT6A [141.98][syrobonkus mix]07. fz pseudotimestretch+e+3 [138.85]08. CIRCLONT14 [152.97][shrymoming mix]09. syro u473t8+e [141.98]piezoluminescence mix]10. PAPAT4 [155][pineal mix]11. s950tx16wasr10 [163.97][earth portal mix]12. aisatsana [102].

lunedì 1 settembre 2014

Piero Delle Monache: “Aurum” (Parco della Musica Records, 2014)

Piero Delle Monache (ten, sop); Mauro Campobasso (ch el, ch ac, samples, live electronics); Giovanni Ceccarelli (pf, tastiere); Tito Mangialajo (cb); Alessandro Marzi (batt). Ospiti: Bepi D’Amato (cl); Othnell Mangoma Moyo (perc); Luca Aquino (tr); Marco Bardoscia (cb); Tati Valle (voc).

“Aurum” è per Piero Delle Monache il terzo album come leader, che arriva dopo gli ottimi riscontri del precedente “Thunupa” e beneficia dell’esperienza acquisita dal sassofonista in questi ultimi anni, soprattutto riguardo al tour effettuato in Africa nell’ottobre 2013. Per lui si è trattato di un passaggio artistico, e di vita, importante, e al rientro in Italia ci ha detto di aver: «Finalmente provato in prima persona cosa intendiamo quando diciamo che la musica è un linguaggio universale». In effetti le sensazioni che si avvertono nell’ascolto di “Aurum” sono di matrici diverse e, a volte, anche distanti tra loro. Si tratta di un flusso sonoro dove vanno ad annodarsi sia momenti introspettivi, come in Blu I, sia passaggi più articolati, vedi nelle movenze di Nairobi, capaci di esprimere una visione musicale senza confini, né formali né di stile. In conclusione di scaletta Marts Dub ribadisce l’amore che Delle Monache nutre anche per i suoni sintetici e lontani dal jazz in senso stretto.

ABC / Annie / Nairobi / Blu I / La festa/intro / La festa / Miramare / Marts / Fedex / Un giorno come un altro / La risacca / Angeli e demoni / Marts Dub

venerdì 8 agosto 2014

Sun Ra: Ventuno album in esclusiva per iTunes Store di Apple

In occasione del centenario della nascita di Sun Ra, a Birmingham (Alabama) il 22 maggio 1914, il Sun Ra Music Archive annuncia il lancio sulla piattaforma digitale iTunes Store di ventuno album del leggendario musicista, alcuni dei quali per la prima volta in formato digitale e altri in versione rimasterizzata

La leggenda di Sun Ra, uno tra i musicisti più intriganti dell’intera storia del jazz, conosciuto e apprezzato sia per le sue doti artistiche sia per la sua visione della vita, legata alla filosofia cosmica che lo ha sempre caratterizzato, non accenna a spegnersi. Anzi. A cento anni dalla sua nascita, datata 22 maggio 1914, il Sun Ra Music Archive (http://sunraarchive.webstarts.com) annuncia il lancio della serie “Mastered For iTunes Releases”, un lotto di ventuno album, alcuni per la prima volta in digitale e altri rimasterizzati, che include, oltre ad alcuni classici, anche sessioni finora rimaste inedite e rarità. La serie di lavori abbraccia un vasto arco temporale, che va dal 1956 al 1974, e praticamente traccia in maniera consistente la prima metà della carriera di Sun Ra. Tra i titoli a disposizione troviamo album indispensabili, come “Sun Ra And His Solar Arkestra Visits Planet Earth” (1966), “The Nubians Of Plutonia” (1966) e “Jazz In Silhouette” (1959), e altri che ne illustrano il lato più avanguardistico, come “Cosmic Tones For Mental Therapy” (1967) e “Atlantis” (1969). Molti di questi lavori Sun Ra li ha pubblicati originariamente attraverso la El Saturn Records, l’etichetta da lui fondata nel 1955 insieme ad Alton Abraham, e lo vedono a capo della sua orchestra, nelle varie incarnazioni, mentre alcuni ce lo mostrano nelle vesti di pianista impegnato in lavori in solo, come “Monorails And Satellites, Vol. 1” (1968), dove presenta brani autografi come Differentials, Space Towers e The Alter Destiny. Nell’insieme troviamo anche alcuni lavori, come “Sound Sun Pleasure!!” (1959) e “Holiday For Soul Dance” (1960), che includono versioni di alcuni grandi standard, vedi Round Midnight (Thelonious Monk) o But Not For Me (George Gershwin). L’intera serie è stata organizzata e visionata dal direttore esecutivo della Sun Ra Music Archive Michael D. Anderson, con la collaborazione del giornalista e storico musicale Irwin Chusid, autore del libro Songs In The Key Of Z: The Curious Universe Of Outsider Music, il quale ha curato i libretti degli album in versione PDF, scaricabili insieme ai file musicali. Le versioni realizzate per iTunes Store superano la qualità audio dei CD, grazie ai trasferimenti dai master originali realizzati a 24bit, effettuati per ottenere la maggiore qualità audio possibile, pronta a soddisfare i molti fan di Sun Ra. L’associazione diretta da Anderson è in possesso di una vasta libreria di bobine analogiche, e molto probabilmente la serie avrà nel prossimo futuro la possibilità di essere ampliata. Sun Ra rimane una figura viva ancora oggi, anche attraverso i molti musicisti che ne hanno apprezzato le gesta e che lo portano dentro di loro come fonte d’ispirazione. Tra i tanti c’è il sassofonista svedese Mats Gustafsson, che di recente ha dichiarato: «Le sue azioni erano speciali, con il loro profondo pathos sociale e la dedizione a livello globale. È facile essere tratti in inganno da una parte dell’estetica spettacolare e dal simbolismno selvaggio di Ra, con i suoi collegamenti con la magia nera e il misticismo, ma se si ascolta con attenzione, tra i solchi dei suoi vinili, tra gli strati della sua poesia, si trova un atteggiamento verso la vita dal quale abbiamo molto da imparare, sia come esseri umani sia come musicisti».

iTunes Store: Il negozio virtuale più grande del mondo

iTunes è un’applicazione creata dagli ingegneri della Apple, l’azienda informatica nata nel 1976 a Cupertino, California, grazie all’intraprendenza dei suoi fondatori: Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne. Attraverso questa App si può accedere al negozio on line iTunes Store, dove gli utenti possono acquistare musica in formato digitale, video musicali e film. È lanciato il 28 aprile 2003, quando ancora la fruizione di “musica liquida” era solo una vaga idea di futuro, e il 10 agosto del 2004 la Apple annuncia di aver raggiunto un milione di canzoni in catalogo. Oggi gli utenti del negozio possono contare sulla cifra record di venti milioni di brani a disposizione, anche perché iTunes Store raccoglie i titoli dalle major BMG, EMI, Sony Music, Universal e Warner Bros e di oltre trecento etichette indipendenti.

Fred Ho: Il suo ultimo saluto

Con estrema lucidità intellettuale Fred Ho, nello scorso mese di aprile, ha lasciato la vita terrena all’età di cinquantasei anni. Anche scrittore e attivista sociale, il sassofonista di Palo Alto ha unito le linee caratteriali del jazz con gli elementi tradizionali della cultura afro-asiatica

«Questo tipo di tumore è un dono per me, perché nonostante le perdite fisiche sono dotato di enormi guadagni filosofici e creativi». Dice questo, e molto altro, Fred Ho nel documentario, ancora inedito nei circuiti cinematografici, Fred Ho’s Last Year (Trailer all’indirizzo: http://www.youtube.com/watch?v=P2L6Qs-szSA) diretto da Steven De Castro. Un’incredibile lucidità e presa di coscienza, in un momento difficile, invalicabile e di estremo dolore, affrontato con coraggio fin dal giorno in cui la malattia gli è stata diagnosticata, otto anni fa: «Il vecchio Fred Ho è morto, domani nasce il nuovo Fred Ho». Il sassofonista ora ci ha salutato per sempre, lo scorso 12 aprile, e ci lascia, oltre all’eredità artistica, un esempio di coraggio e caparbietà. Del resto la sua vita è stata da sempre caratterizzata da un modo di porsi spesso controcorrente e fuori dagli schemi convenzionali. Il giornalista e critico musicale Alexander Billet sottolinea la maniera che Fred Ho aveva di sfidare e mettere in discussione il capitalismo attraverso la sua arte: «Per esempio l’album “Big Red!” del 2011, realizzato a cavallo tra diverse estetiche, ci ricorda come Ho fosse in grado, a differenza di tanti suoi colleghi musicisti, di svincolarsi dal ristagno dell’arte contemporanea sotto il capitalismo, in un’epoca decisamente ostile a tali progetti. Anche se il cancro ha devastato il suo corpo e scheggiato via alla sua abilità come musicista, Ho ha continuato a combattere ed esplorare i modi per la sua arte». Impegnato nel sociale, compositore, scrittore e insegnante, Ho è stato soprattutto un pensatore dalla visione del mondo molto personale. Capace di suonare il sax baritono con estrema fluidità ed equilibrio, la sua musica è ricordata con buona sintesi nell’intervento del sassofonista, amico e studente, Benjamin Barson: «Fred rappresentava il centro spirituale del jazz. La sua era innovazione senza compromessi. Il suo suono poteva scuotere il tetto di una casa, le sue melodie erano sempre fuori dai classici registri del baritono; era sensibile, interculturale, e al tempo stesso ferocemente politico nel suo modo di esprimersi». Fred Ho, il cui nome di battesimo era Fred Wei-han Houn, si considerava un avanguardista popolare e aspirante rivoluzionario, e ha cercato di rimanere fuori dai circuiti mainstream per non intaccare la spontaneità della propria visione musicale. Attratto della realtà artistica della comunità afroamericana, da adolescente segue alcuni corsi d’istruzione tenuti da Max Roach e dalla poetessa Sonia Sanchez, iniziando l’utilizzo del sassofono da autodidatta. Il suo percorso di vita non è stato semplice: cresce in un ambiente famigliare caratterizzato dalla condotta violenta del padre e lascia il Corpo dei Marines nel 1975 dopo aver reagito a un insulto razzista di un ufficiale. Si laurea in sociologia all’Università di Harvard nel 1979 e nei primi anni Ottanta si trasferisce a New York City dove darà forma alla sua carriera come musicista.

“The Underground Railroad To My Heart” Fred Ho & The Afro-Asian Music Ensemble

Questo lavoro, edito dalla Soul Note nel 1994, è tra i più acclamati dalla critica in quanto rappresenta un esempio lampante di come Fred Ho riesce a ibridare, far proprie e restituire in maniera del tutto personale, diverse influenze stilistiche, cha variano dal jazz in senso stretto alle sonorità orientali. Scott Yanow, su All Music, ne parla in termini entusiastici: «Utilizza diversi tipi di ensemble con molti strumenti a disposizione: oltre al suo baritono c’è la classica formazione jazz, con fiati e ritmica, ma anche antichi strumenti cinesi, come il sona e l’erhu. In scaletta brani come Caravan di Duke Ellington e Strange Fruit Revisited, e molti originali dove Ho propone melodie della tradizione asiatica». La prestigiosa rivista DownBeat, nel numero di novembre 1994, assegna all’album quattro stelle e mezzo, ribadendo che lo stile di Fred Ho è: «Un genere a sé stante, una fusione pionieristica tra free jazz e musica tradizionale cinese».

giovedì 7 agosto 2014

John Coltrane: “Offering: Live At Temple University”

La Resonance Records annuncia la pubblicazione integrale del concerto

Disponibile dal 23 settembre, giorno in cui il sassofonista di Hamlet avrebbe compiuto ottantotto anni, “Offering: Live At Temple University” testimonia il concerto tenuto l’11 novembre 1966 alla Mitten Hall della Temple University di Philadelphia, per la prima volta edito in versione integrale

È l’11 novembre del 1966 quando John Coltrane sale sul palco allestito nella Mitten Hall della Temple University di Philadelphia, nove mesi prima che la sua morte prematura lo relegasse per sempre nella leggenda del jazz. Insieme a lui, che in questa occasione si esprime anche attraverso la voce, ci sono Pharoah Sanders al tenore e al flauto, Alice Coltrane al pianoforte, Sonny Johnson al contrabbasso e Rashied Ali alla batteria, oltre ai musicisti aggiunti: i sassofonisti Steve Knoblauch e Arnold Joyner e i percussionisti Umar Ali, Algie DeWitt e Robert Kenyatta. Il concerto, finora disponibile in versione parziale su alcuni bootleg e in scarsa qualità sonora, sarà sul mercato a partire dal 23 settembre in edizione integrale tramite l’etichetta Resonance Records, con licenza Impulse!, la label che ha testimoniato la discografia di Coltrane dal 1961 fino alla sua scomparsa. È prevista la pubblicazione sia di un doppio CD, in confezione digi-pack, contenente un libretto di ventiquattro pagine con le note scritte dal giornalista e storico Ashley Kahn, tra l’altro autore del libro A Love Supreme: The Story Of John Coltrane’s Signature Album, sia di un doppio vinile da 180 grammi, in edizione limitata da quattromila copie, con delle cartoline da collezione con foto rare di Frank Kofsky. Il concerto è stato rimasterizzato da Bernie Grundman a 96kHz/24 bit, direttamente dalle bobine master originali della Radio WRTI-FM, ritrovate grazie all’impegno dello studioso di Coltrane Yasuhiro Fujioka. Si tratta di un’edizione di straordinaria importanza storica, per i fan di Coltrane e per gli audiofili in genere, nella quale troviamo una scaletta con cinque brani leggendari entrati a far parte della storia intera del jazz, come Naima, Crescent, Leo, Offering e My Favorite Things in una versione di oltre venti minuti. Ravi Coltrane, figlio di John e Alice, è stato di fondamentale supporto per assemblare il materiale di questa uscita discografica, e riguardo il concerto ha dichiarato che: «La registrazione della Temple University ci dice che l’arte di John non si esauriva con l’utilizzo del sassofono, ma questo era solo uno strumento per tenere in mano l’espressività, che continuava attraverso la voce e viceversa. La versione di Leo è poi di una tale intensità ed energia che ben riflette il momento che stava attraversando». Coltrane è catturato in forma esemplare, assorto nella sua devozione per la filosofia orientale e intento a sviluppare il linguaggio che aveva assimilato durante la sua ultima fase artistica, smentendo di fatto le voci che lo volevano in declino per via della malattia alla quale si sarebbe arreso il 17 luglio 1967. Lo stesso Kahn descrive il concerto come: «La strada da seguire per generazioni di musicisti a venire». Inoltre, gli altri musicisti sul palco si muovono con straordinaria intensità, per una performance emblematica del cruciale momento storico vissuto da Coltrane, intriso si sperimentazione, spiritualità e passione. Una parte delle vendite andrà alla John Coltrane Home (www.thecoltranehome.org), un’associazione che preserva l’ex abitazione di Coltrane in Dix Hills, New York.