In
quattro delle dodici tracce in programma di “Merry Christmas Baby” sono le voci
di Karima e di Walter Ricci gli elementi che ampliano l’orizzonte espressivo
del quartetto di Fabrizio Bosso, completato da Julian Oliver Mazzariello al
pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.
Un organico amalgamato da anni di frequentazione, che in questa nuova uscita si confronta con un repertorio di standard dall’inclinazione natalizia, vedi Frosty The Snownam o Let It Snow, tra ballad, passaggi blues
e un’atmosfera d’insieme riferibile al jazz mainstream. A colpire è soprattutto la presenza di Walter Ricci, capace di prodursi ora
in veloci scat, poi in fitti dialoghi con la tromba di Bosso o di rimanere
nella misura di un tono confidenziale che accarezza e impreziosisce melodie.オブリーク・ストラテジーズ / косые стратегии / oblique strategies / schuine strategieën / استراتيجيات منحرف / skrå strategier / 斜策略 / las estrategias oblicuas / তির্যক কৌশল / schräg strategien / אַבליק סטראַטעגיעס / stratégies obliques / kēlā papa kōnane o / kosi strategije
giovedì 21 dicembre 2017
Fabrizio Bosso Quartet: “Merry Christmas Baby” [Warner Music, 2017]
In
quattro delle dodici tracce in programma di “Merry Christmas Baby” sono le voci
di Karima e di Walter Ricci gli elementi che ampliano l’orizzonte espressivo
del quartetto di Fabrizio Bosso, completato da Julian Oliver Mazzariello al
pianoforte, Jacopo Ferrazza al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria.
Un organico amalgamato da anni di frequentazione, che in questa nuova uscita si confronta con un repertorio di standard dall’inclinazione natalizia, vedi Frosty The Snownam o Let It Snow, tra ballad, passaggi blues
e un’atmosfera d’insieme riferibile al jazz mainstream. A colpire è soprattutto la presenza di Walter Ricci, capace di prodursi ora
in veloci scat, poi in fitti dialoghi con la tromba di Bosso o di rimanere
nella misura di un tono confidenziale che accarezza e impreziosisce melodie.domenica 17 dicembre 2017
Michele Francesconi – Laura Avanzolini: “Songs” [AlfaMusic, 2017]
Michele Francesconi al pianoforte e Laura Avanzolini alla voce danno forma, e anima, alle nove canzoni dell’album “Songs” edito dalla AlfaMusic di Fabrizio Salvatore e Alessandro Guardia. Anima, si accennava, perché oltre ad aver svolto un attento lavoro di arrangiamento sulle partiture originali degli standard presi in considerazione, il duo rende personale una dimensione che nello stesso tempo si presenta libera da schemi quanto piena di insidie. Problemi, eventuali, che il duo elude con interplay e misura: la voce si fa ora ingranaggio ritmico poi cardine espressivo, il pianoforte, a sua volta, determina registri e retroscena per poi prendere “parola” e farsi protagonista. Al centro del discorso, di un insieme di pregevole fattura, c’è il Great American Songbook, ma non mancano licenze verso l’area pop, vedi Overjoyed di Stevie Wonder, e quella della musica sudamericana, come accade per One Note Samba di Antonio Carlos Jobim.
Francesco Venerucci feat. Dave Liebman: “Early Afternoon” [Dodicilune, 2017]
Il
pianista e compositore Francesco Venerucci è affiancato da Dave Liebman in
quattro dei dieci brani che formano la scaletta di “Early Afternoon”, un lavoro
che ha preso forma a seguito di un invito ricevuto da Venerucci, come lui
stesso spiega nella nota di copertina: «Nel 2011 ricevetti
l’invito dell’associazione Amore e Psiche a tenere un concerto presso la loro
sede, una bellissima libreria del centro storico di Roma. Nel preparare il
programma scelsi alcune mie composizioni caratterizzate dall’interazione tra
letteratura e musica. Il lavoro
di selezione dei brani, scritti nell’arco di circa vent’anni, e della loro
rielaborazione ha costituito il nucleo fondamentale di ciò che sarebbe divenuto
in seguito l’attuale progetto discografico […]». Un lavoro dal profondo scavo
espressivo, che si esprime sia attraverso l’introspezione e la dimensione
intima del pianoforte in solo, sia nel dialogo fitto di spunti creativi che si
instaura tra gli ottantotto tasti e il sassofono soprano di Liebman. Oltre ai
brani del pianista troviamo la rilettura di When You Wish Upon A Star, dalla
colonna sonora del film di animazione Disney “Pinocchio”.
venerdì 8 dicembre 2017
Elisabetta Serio: “Sedici” [Via Veneto Jazz, 2017]
Nove tracce originali firmate dalla pianista Elisabetta Serio compongono la scaletta del suo album “Sedici”, un lavoro che ne evidenzia sia la predilezione per il jazz mainstream, sia un’estetica “contemporanea” che indaga anche musica mediterranea e funk. Insieme a lei troviamo Marco De Tilla al contrabbasso e Leonardo De Lorenzo alla batteria, e una serie di ospiti: Sarah Jane Morris nella traccia d’apertura Afrika; il trombettista Fulvio Sigurtà e il sassofonista Jerry Popolo che alternano i loro contributi per quasi l’intero programma del CD. Musicisti che ampliano l’orizzonte timbrico di un lavoro che si distingue per versatilità formale, profondo scavo espressivo, soprattutto nelle parti in solo della leader, e un alone d’insieme che trasmette in egual misura eleganza e decisione. Mr. P è la traccia, intima e sviluppata su lievi sonorità, che Elisabetta Serio dedica all’amico e mentore Pino Daniele.
Tom Hewson: “Essence” [CAM Jazz, 2017]
Dedicato
alla memoria di John Taylor, “Essence” è il lavoro in solo che vede
protagonista Tom Hewson, per l’occasione ripreso nel novembre 2016 presso la
fabbrica di pianoforti austriaca L. Bösendorfer
Klavierfabrik, di Wiener Neustadt. Si tratta di un album dalle forti
connotazioni di intimità espressiva, derivate dalla profonda sensibilità
estetica di Hewson, il quale unisce in un unico lieve, ma deciso, tratto melodico
originali e riletture, tra le quali Goddbye
Pork Pie Hat di Charles Mingus. In filigrana affiora un continuo senso di
equilibrio, tra movenze che rimandano alla tradizione classica e altre che
flirtano con l’idea di jazz, qui intesa come un’alternanza di forme in
divenire. La registrazione e il mixing sono curati da Stefano Amerio di
Artesuono.
Italian West Side Big Band: “Blue Tone” [AlfaMusic, 2017]
«Questo disco è un omaggio all’importante tradizione dei grandi
organici del jazz […]» scrive Marco Tiso nelle note di copertina di “Blue
Tone”, l’album che lo vede direttore della Italian West Side Big Band. La
scaletta propone alcuni originali e la rilettura di classici come Moanin’, posta in apertura, o Somebody Loves Me di George Gershwin, e
a caratterizzare il suono dell’ensemble, riferibile alla tradizione delle big
band degli anni Sessanta, è la decisa interazioni strumentale, sia tra le
sezioni, sia tra l’orchestra e i solisti. Un interscambio continuo, timbrico e
melodico, che trova anche passaggi risolutivi in momenti più raccolti, come
quelli espressi in Over The Rainbow,
elegante e misurata. Tiso è affiancato nel meticoloso lavoro di arrangiamento
da Giancarlo Canini, al quale si deve l’idea del progetto realizzato grazie
alla perseveranza e alla voglia di portare a compimento il sogno di registrare
un album di questo genere. Nell’ampia line up segnaliamo i musicisti ospiti:
Aldo Bassi, Eugenio Colombo, Maurizio Giammarco e Giancarlo Schiaffini.
venerdì 24 novembre 2017
Lorenzo Masotto: “White Materials” [Autoproduzione, 2017]
C’è
la cantabilità delle melodie, spesso riferite a un mood riflessivo e misurato,
al centro della scrittura del pianista Lorenzo Masotto, che con il suo quarto
album dal titolo “White Materials” realizza un lavoro dal profondo scavo
espressivo. Le dieci tracce autografe sono ottenute con accostamenti timbrici
tra pianoforte ed elettronica, con inserti di voce, quella di Stefania Avolio,
e del violino di Laura Masotto in tre brani. Realizzato nell’home studio di
Masotto l’album si presenta come un’attenta e preziosa opera di artigianato
musicale, tra rarefazioni, passaggi in solo, momenti che rimandano all’idea di
ambient music in un insieme che non tradisce mai un pregevole profilo estetico.
Il packaging dell’album è interamente realizzato a mano in tiratura limitata,
mentre la scultura riprodotta in copertina è un’opera in porcellana
dell’artista cinese Johnson Tsang.
martedì 21 novembre 2017
Botte di Cool: “Speak Low” [Drycastle Records, 2017]
«Ascoltare musicisti italiani di
questa levatura affrontare con amore e rigore la musica di Gerry Mulligan e
dintorni ci dice che la conoscenza della storia è l’arma migliore per
affrontare con lucidità le contraddizioni del presente». Si chiude così la nota
di copertina con la quale Stefano Zenni ci introduce a “Speak Low”, l’album
firmato dal quartetto Botte di Cool, composto da Fabio Morgera (tromba e
flicorno), Dario Cecchini (sassofoni baritono e soprano), Guido Zorn
(contrabbasso) e Alessandro Fabbri (batteria). Una nota che racconta molto di
questo lavoro, nel quale si prende in esame una fetta di repertorio che ha
segnato la stagione del Cool Jazz, da Mulligan a Paul Desmond, ma anche Parker
e Miles Davis. Il quartetto muove in questi territori stilistici proponendo un
sound che scaturisce dal pieno relax esecutivo, con il tipico modo di operare
dei grandi interpreti del passato, con rigore sì, ma senza percorrere sentieri esclusivamente
filologici e mettendo in risalto le singole personalità e i passaggi d’insieme.
L’album si lascia ampiamente apprezzare per gli accostamenti timbrici e per
l’equilibrio con il quale il quartetto costruisce su un’estetica del passato
una personale visione del presente.
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