giovedì 24 aprile 2014

Francesco Ponticelli: presenta il suo primo album "Ellipses"

Francesco Ponticelli presenterà dal vivo a Roma il 24 aprile il suo primo album Ellipses, appena uscito per la Tuk Music di Paolo Fresu .

Il gruppo nasce nel 2010, coinvolgendo alcuni dei più freschi e creativi musicisti della nuova scena jazz italiana: Dan Kinzelman (sax e clarinetti), Enrico Zanisi (piano), Francesco Ponticelli (contrabbasso), Enrico Morello (batteria).

Gli elementi acustici e formali del jazz, la formazione sezione ritmica con sax-clarinetto e lo schema tema-improvvisazione, vengono presi e adattati per la ricerca di un suono originale di gruppo, con la reinterpretazione dei ruoli che si svincolano da un ordine gerarchico, e con la fusione di scrittura e improvvisazione, in cui elementi dell'una e dell'altra si fondono continuamente. Il focus della ricerca del gruppo è il suono d'insieme, unica bussola l'interplay, quanto più svincolato da schemi prefissati, libero di usare o meno il materiale della scrittura, di reinterpretarlo, di giocare per addizione o per sottrazione di cose. Molti elementi diversi vengono ospitati, dalla musica classica, al blues, alla musica africana, al rock; elementi presenti tanto nella scrittura quanto nel background personale dei musicisti stessi; la concezione di una ricerca in cui, quanto più il musicista va verso la propria dimensione più personale e originale, unica, di creatività, tanto più è capace di confrontarsi e accogliere musicalmente mondi diversi.

https://www.youtube.com/watch?v=FR3kWrXfRso#t=23

mercoledì 23 aprile 2014

NICCOLÒ FARACI "It Came To Broadcast The Yucatan"

Dal 22 aprile 2014 su tutte le piattaforme DIGITALI e dal 13 maggio nei NEGOZI.(Auand Records AU9038, distr. Goodfellas)

Niccolò Faraci considera questo disco come la propria opera di maggiore importanza sia nella filosofia di base che nella stesura di ogni singola composizione. Auand ha deciso di conoscere alla perfezione il disegno di Niccolò Faraci, condividendone ogni aspetto e valorizzandone il futuro. Undici composizioni per delineare chiaramente l'immagine del contrabbassista come autore di una nuova avventura in musica, suonata da un quartetto di grandi amici e fantastici artisti. Niccolò Faraci contrabbasso, basso elettrico Achille Succi clarinetto basso, flauto Lorenzo Paesani pianoforte, tastiere Dario Congedo batteria special guest: Luca Aquino tromba official website: www.niccolofaraci.com

lunedì 14 aprile 2014

Salvatore Arena: New Friday Morning (RAI Trade Edizioni Musicali)

New Friday Morning trova il suo tratto distintivo nel particolare timbro del fagotto, lo strumento suonato da Salvatore Arena, leader del quartetto completato da Paolo Pavan al pianoforte, Alessandro Marzi alla batteria e Carmine Iuvone al contrabbasso. Si tratta di un assetto inedito nell’ambito jazzistico, che nelle otto tracce firmate da Arena trova modo di esprimersi in situazioni melodiche dal buon impatto, atmosfere cariche di swing e attimi di estrema fantasia esecutiva. Il sound di Arena ben si amalgama con gli altri strumenti, e gli sviluppi formali si basano spesso sull’esposizione tematica seguita dal ciclo di soli. Il fagottista riesce sempre a incidere nell’intera durata dell’album, soprattutto quando si produce in soli snelli e melodiosi, come in Dolphy Street. In scaletta troviamo anche sonorità più aspre, come quelle della title track, e altre più sornione e compiaciute, come in Like Saturday, mentre l’idea d’insieme di questo lavoro è esposta nelle note di copertina: “La ragione compositiva nasce in una sorta di mattino iniziale, denso di rinnovamento dei suoni e di ricerca degli spazi”. Quella di Arena è dunque un’idea di musica capace di andare oltre, alle consuetudini di genere e ai concetti preconfezionati.

Francesco Pierotti Trio: A! (Abeat Records, 2013)

Il trio organizzato dal contrabbassista Fabrizio Pierotti si avvale della presenza di Enrico Zanisi al pianoforte e Fabio D’Isanto alla batteria, e presenta nel suo album di debutto A! una miscela stilistica che unisce la tradizione del piano trio, cadenze bluesy e piccoli innesti di derivazione drum and bass. Le tracce in programma, tranne due, portano la firma del leader, e si distinguono per il loro sviluppo formale, che in alcuni casi si rivela ondeggiante e incerto, mentre in altri più diretto e privo di sottintesi. Zanisi, vertice alto di questa formazione, si conferma come una delle realtà più brillanti del panorama pianistico nazionale, perché capace di imprimere a fuoco una presenza timbrica di rilievo, e fungere sia da elemeto ritmico, granitico nel suo modo di scandire le note, sia melodico, grazie a un approccio lirico e carico di espressività. Il trio muove in ambiti d’irregolarità formale, come nella spiazzante A Very Good Question, sia in momenti più lineari e consueti, come in Enri Calls Anna. Non mancano le ballate di grande eleganza ed enfasi espressiva, come Small Idea, in un complesso che si lascia ampiamente apprezzare sia per il movimento d’insieme sia per gli spunti solisti degli interpreti.

MOF: Fried Generation (Auand Records, 2013)

Fried Generation è la seconda prova discografica del quinetto MOF, una realtà nata tra le aule del Conservatorio Frescobaldi di Ferrara e oggi prodotta dalla Auand Records di Marco Valente. Nei tredici brani proposti, tutti originali, è messa in risalto la particolare cifra stilistica della band, che si distingue per l’utilizzo di sonorità elettroniche, chitarra elettrica, fiati e sezione ritmica, alla quale si aggiunge, in due brani, il pianoforte dell’ospite Alfonso Santimone. L’album trova sia momenti di sviluppo espressivo calmo e melodico, come in Leo Rising, dove sono Manuel Trabucco (sax) e Filippo Vignato (trombone) a dialogare con efficacia e grande feeling, sia passaggi maggiormente cortocircuitali, come The Unconscious Choise, nei quali la chitarra elettrica di Frank Martino si produce nelle vesti di valida alternativa ai fiati. L’approccio alla materia compositiva dei MOF include anche degli spoken word tra i vari brani, per un insieme stilistico difficilmente perimetrabile, in piena simbiosi tra linguaggio jazzistico tradizionale, inteso come movimento di gruppo e slanci solisti, e coniugazioni, con forme e simbolismi, che rimandano alla stretta attualità.

sabato 12 aprile 2014

Kekko Fornarelli: nuovo album "Outrush"

Domenica 13 aprile, alle ore 16, presso il Porgy & Bess di Vienna (Riemergasse, 11) Kekko Fornarelli presenterà dal vivo il suo nuovo disco outrush (Abeat Records/IRD) insieme al suo Trio formato da Giorgio Vendola, al contrabbasso, e Dario Congedo, alla batteria e percussioni.

Disponibile nei negozi tradizionali, su iTunes e negli altri digital store, outrush si sviluppa su otto brani originali dove i tre musicisti uniscono le loro sensibilità guidati dai tasti del pianoforte di Kekko Fornarelli. Ogni brano è un moto emotivo calibrato da crescendo e diminuendo continui che si innestano sulle dinamiche timbriche del pezzo. Contrabbasso e batteria non si accontentano di intelaiare la base ritmica ma ricercano continuamente di colorare i brani attraverso la scelta di timbri e suoni particolari.

L’evento rientra tra le attività del Road Show di promozione turistica #Weareinpuglia realizzato dalla Regione Puglia – Assessorato al Mediterraneo, Cultura e Turismo, Pugliapromozione – Agenzia regionale del Turismo in collaborazione con Puglia Sounds – programma regionale per lo sviluppo del sistema musicale.

http://www.youtube.com/watch?v=ylvixAb_nZE

mercoledì 9 aprile 2014

Giacomo Papetti - Emanuele Maniscalco - Gabriele Rubino: Small Choices (Aut Records, 2013)

Small Choices è un album che sfugge con caparbietà agli incasellamenti di genere, anche se il trio pensato e fondato dal bassista Giacomo Papetti si muove in territori prossimi a quella che, in linea di massima, potremmo definire come moderna avaguardia. Questo sia per quanto riguarda la rivisitazione e l’ispirazione tratta da pagine importanti del colto Novecento, vedi Ligeti, ma anche George Gershwin, Olivier Messiaen e Jean Sibelius, sia per le scelte operate in fase di composizione dei brani originali, spesso nati dall’unione di piccoli riferimenti timbrici che dialogano in spazi ritmici dilatati, a volte al limite del silenzio. In After That le atmosfere sono sinistre e inquietatanti, l’andamento è frammentario in Thieves In Ainola, e raramente si rintaccaino brandelli di melodie lineari e facilmente assimilabili. I brani lasciano aperti varchi all’espressione solista, mentre l’intero insieme beneficia del pianismo di Maniscalco, capace all’occorrenza di essere sia docile sia spigoloso. In un ambito formale lontano dalle consuetudini risulta decisiva, in termini di ampiezza espressiva, l’alternanza che Rubino ottiene dall’utilizzo del clarinetto piccolo, soprano e basso, per un lavoro di sicuro interesse e prettamente dedicato agli amanti delle sonorità inconsuete.

Stefano Bollani – Hamilton de Holanda: O que será (ECM Records, 2013)

Se O que será fosse catalogato in un negozio di dischi andrebbe alla voce “grandi album”. Stefano Bollani e Hamilton de Holanda sono ripresi dal vivo al Jazz Middelheim Festival di Anversa, il 17 agosto 2012, in un concerto che li vede impegnati nella rivisitazione di brani tratti da repertori di comune interesse, come quelli di Edu Lobo, Chico Buarque, Antonio Carlos Jobim e Vinicius De Moraes. Il particolare intreccio timbrico tra il pianoforte di Bollani e il bandolim di Hamilton de Holanda dà forma a una figura intrigante, che incassa applausi a scena aperta e coinvolge grazie a un andamento flessibile, che spazia da momenti fast, vedi Guarda che luna, ad attimi di assoluta intimità espressiva, come quelli contenuti in Luiza. I movimenti di Bollani sulla tastiera denunciano una grande sensibilità timbrica, sulla quale de Holanda costruisce itinerari melodici di grande cantabilità. L’insieme rispecchia una visione musicale distesa, pronta a elogiare la bellezza dei temi proposti, senza stravolgerne in maniera evidente la natura e l’efficacia, come nel brano O que será, giocato su un interplay millimetrico, estatico. Si respira l’aria di quella nostalgia tipica del repertorio proposto, e l’album si lascia ampiamente apprezzare per l’intera durata.

Carla Bley - Andy Sheppard - Steve Swallow: Trios (ECM Records, 2013)

Trios segna l’incontro di tre musicisti dal valore inestimabile: Carla Bley, Andy Sheppard e Steve Swallow. Quello proposto è un percorso di cinque lunghi brani, firmati dalla Bley, fortemente caratterizzati dal grande relax delle esecuzioni, dalla perfetta occupazione dello spazio espressivo, dalla combinazione timbrica che il trio riesce a sviluppare in varie combinazioni. Sheppard è lirico e profondamente melodico con il tenore in Utviklingssang, e il pianismo deciso della Bley rende incalzante l’apertura di Vashkar prima che il sassofonista tracci il suo passaggio con il soprano. Nella mini suite Les Trois Lagons, nella quale vengono attraversati diversi ambienti sonori - da quelli swinganti a quelli che lambiscono il silenzio - gli elementi distintivi del trio emergono appieno, mentre è in Wildlife che Carla Bley dà fondo alla sua drammatica visione dell’espressività pianistica. Il ruolo di voce principale è diviso tra la Bley e Andy Sheppard, come nel dialogo a distanza che i due instaurano in The Girl Who Cried Champagne, mentre Swallow ha rari momenti di primo piano, ma le impalcature ritmiche che riesce a costruire rendono l’insieme propenso a un andamento formale di rara bellezza.

martedì 8 aprile 2014

MAT - Marcello Allulli Trio: stasera su Repubblica TV

Dopo il grande successo di “Hermanos”, esce il 15 aprile “MAT”, il secondo e attesissimo album del MAT - Marcello Allulli Trio, guidato dal sassofonista romano insieme al chitarrista Francesco Diodati e al batterista Ermanno Baron. Special guests Antonello Salis, Glauco Venier, David Boato e Greta Panettieri.

Edito da Zone di Musica, una ulteriore edizione sarà pubblicata dalla rivista JAZZIT in allegato al numero di settembre-ottobre.

Stasera il MAT sarà ospite di Repubblica Tv nella trasmissione Webnotte condotta da Assante e Castaldo per anticipare live l’uscita del disco.

lunedì 7 aprile 2014

EMANUELE CISI NY3: in concerto in Italia

Dopo la presentazione in anteprima avvenuta al prestigioso Jazz Standard di New York il 22 ottobre 2013, l’Emanuele Cisi NY3 porterà per la prima volta in tour in Italia il nuovo lavoro discografico "When Or When", edito da MaxJazz: il 26 aprile al Torino Jazz Festival e il 2 maggio alla Casa del Jazz di Roma.

L’album è votato all’essenzialità, all’energia e alla grande tradizione del Jazz. Cisi è l’unico artista europeo, oltre che italiano, mai pubblicato dalla famosa etichetta statunitense MaxJazz, label che ha in roster artisti come Jeremy Pelt, Mulgrew Miller, Ron Carter, Russell Malone, Terrell Stafford e Eric Reed.

Con Emanuele Cisi ci saranno gli italo-americani Joseph Lepore al contrabbasso e Luca Santaniello alla batteria, con i quali il sassofonista torinese ha anche registrato l’album.